L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha annunciato il 28 ottobre 2025 la pubblicazione dei primi dati e risultati dell’esperimento LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment), sviluppato dall’azienda veneta Qascom con la collaborazione scientifica del Politecnico di Torino e della NASA, e arrivato sulla Luna a marzo 2025 a bordo del lander americano Blue Ghost di Firefly Aerospace, parte del programma CLPS della NASA.
LuGRE ha registrato con successo l’utilizzo dei segnali GNSS terrestri (GPS e Galileo) oltre l’orbita terrestre e sulla superficie della Luna. Questi risultati segnano un traguardo tecnico rilevante: per la prima volta i segnali di navigazione concepiti per la Terra sono stati ricevuti e analizzati alla distanza massima della Luna. Il sistema ha funzionato durante il viaggio verso il nostro satellite naturale e una volta atterrato sul suolo lunare.
Il ricevitore ha tracciato segnali in doppia frequenza da costellazioni terrestri a distanze record fino a circa 400 000 km dalla Terra, aprendo concretamente la possibilità di impiegare la navigazione satellitare tradizionale per missioni lunari.
I dati, sia quelli classici di posizione, velocità e tempo (PVT) sia i campioni grezzi in fase e quadratura (I/Q) dei segnali, sono ora messi a disposizione della comunità scientifica internazionale, offrendo una base per progettare ricevitori e costellazioni lunari di nuova generazione.
Il funzionamento di LuGRE e i risultati tecnici
Il payload LuGRE sfrutta i segnali trasmessi dalle costellazioni terrestri GNSS, ovvero i sistemi GPS (USA) e Galileo (Europa), e li riceve durante la fase trans‐lunare e una volta sulla superficie della Luna. Il dispositivo è stato progettato per operare in doppia frequenza, consentendo maggiore robustezza nella ricezione.
Durante la missione ha registrato segnali a distanze mai raggiunte da ricevitori GNSS tradizionali, con l’obiettivo di verificare la copertura GNSS in ambiente cis‑lunare e lunare. I risultati indicano che è possibile acquisire PVT utilizzando le costellazioni terrestri oltre l’orbita terrestre e sulla Luna, e che i dati grezzi (campioni I/Q) possono essere analizzati per caratterizzare l’ambiente di propagazione dei segnali.
Questa capacità è essenziale per supportare veicoli spaziali, rover o moduli lunari con sistemi di navigazione interoperabili. Il fatto che questi dati siano ora pubblici consente a università, centri di ricerca e industriali di studiare in dettaglio la fisica dei segnali GNSS in ambienti spaziali, contribuendo alla progettazione di ricevitori lunari e all’ottimizzazione delle future costellazioni di navigazione dedicate alla Luna.

Implicazioni per l’esplorazione lunare
Il successo di LuGRE ha un valore strategico in particolare nel contesto del programma Artemis, nel quale l’Italia partecipa attraverso l’ASI e collabora con la NASA per riportare l’uomo sul nostro satellite. L’uso della navigazione satellitare terrestre sulla Luna significa che alcune missioni future potranno affidarsi prima di tutto a infrastrutture già collaudate, riducendo la necessità di sistemi totalmente nuovi, almeno in una fase iniziale.
Parallelamente, l’Europa sta sviluppando la costellazione Moonlight, con ruolo di primo piano per l’Italia, per servizi di comunicazione e navigazione lunare dedicati, ma fino alla piena operatività di tale sistema, tecnologie come LuGRE mostrano strade concrete.
Con i dati pubblici ora disponibili, la comunità scientifica e industriale può progettare ricevitori più compatti, economici e affidabili, aprendo la via a missioni robotiche e umane che richiedono orientamento e localizzazione precise sulla superficie lunare, un fattore fondamentale per lo sviluppo di una presenza stabile e sostenibile sul nostro satellite naturale.
Qui per consultare i dati pubblici di LuGRE.











