Tra il 20 e il 21 ottobre 2025, le comete C/2025 R2 (SWAN) e C/2025 A6 (Lemmon) raggiungeranno il loro massimo avvicinamento alla Terra (perigeo), offrendo una rara finestra di osservazione quasi contemporanea. Non si tratta di un evento spettacolare a occhio nudo come le grandi comete del passato (per esempio la cometa Neowise nel 2020) ma è comunque un’occasione preziosa per osservarle e fotografarle.
Entrambe sono comete non periodiche, provenienti dalle regioni più esterne del Sistema Solare. La SWAN è stata individuata nel settembre 2025 grazie alla camera SWAN a bordo della sonda spaziale SOHO. La Lemmon, invece, è stata scoperta a gennaio 2025 dall’osservatorio di Mount Lemmon, in Arizona, uno dei più attivi nel monitoraggio dei piccoli corpi celesti.
Questi oggetti sono composti da ghiaccio, polveri e materiale primordiale risalente alla formazione del Sistema Solare: quando si avvicinano al Sole, il calore sublima i ghiacci e si forma la chioma, spesso accompagnata da una o più code. È questo processo a renderle visibili nel cielo terrestre. Nel caso della SWAN e della Lemmon, la luminosità prevista non sarà elevata, ma la loro simultanea presenza nei nostri cieli, in due zone diverse dell’orizzonte, le rende un evento astronomico raro e interessante.
Cosa sappiamo di C/2025 R2 (SWAN)
La lettera “C” nel nome di C/2025 R2 (SWAN) indica che si tratta di una cometa non periodica: non segue un’orbita regolare e tornerà nel Sistema Solare interno solo tra migliaia di anni, se tornerà. La sigla “2025 R2” indica il periodo della scoperta, avvenuta nella prima metà di settembre 2025, ed è la seconda cometa identificata in quel lasso di tempo. Il nome “SWAN” si riferisce allo strumento Solar Wind ANisotropies a bordo della sonda SOHO, con cui è stata intercettata per la prima volta l’11 settembre 2025 dall’astrofilo ucraino Vladimir Bezugly.

C/2025 R2 SWAN ha già raggiunto il perielio il 12 settembre, passando a circa 0.5 UA dal Sole, appena oltre l’orbita di Mercurio. Dopo il perielio, la cometa ha mostrato un aumento di luminosità fino a magnitudine 7–6.5, visibile da Terra con l’uso di binocoli.
Attualmente sta transitando poco sotto la costellazione dell’Aquila, bassa sull’orizzonte sud-ovest dopo il tramonto. È visibile da entrambi gli emisferi, con una migliore prospettiva dall’emisfero sud. Alcune previsioni suggeriscono che potrebbe raggiungere magnitudine 4, avvicinandosi alla soglia della visibilità a occhio nudo sotto cieli bui.
Cosa sappiamo di C/2025 A6 (Lemmon)
La cometa C/2025 A6 (Lemmon) è stata osservata per la prima volta il 3 gennaio 2025 dal Mount Lemmon Survey in Arizona, con una luminosità molto bassa (magnitudine 21.5), tanto da essere inizialmente scambiata per un asteroide. Solo con osservazioni successive, e grazie all’individuazione di immagini precedenti del telescopio Pan-STARRS risalenti al novembre 2024, è stata confermata la presenza di una chioma concentrata e una breve coda, rivelandone la natura cometaria. A febbraio 2025 ha ricevuto la designazione ufficiale C/2025 A6 (Lemmon).

Si tratta di una cometa dinamicamente antica, cioè già passata vicino al Sole in passato, quindi più stabile rispetto alle comete “nuove” provenienti per la prima volta dalla Nube di Oort. La sua orbita è molto inclinata, circa 143.7°, e retrograda: si muove cioè in direzione opposta rispetto ai pianeti. Questo fa sì che transiti sul lato nord dell’eclittica, diventando particolarmente favorevole per gli osservatori dell’emisfero nord.
La Lemmon è la cometa più brillante del 2025: nei giorni del perigeo (21 ottobre) e fino a inizio novembre, può raggiungere magnitudine 4–3.8, quindi potenzialmente visibile a occhio nudo sotto cieli bui e senza Luna. Appare come una macchia sfocata simile a una stella sbiadita, mentre con un binocolo rivela una chioma verdastra e una breve coda rivolta dal Sole.
Quando è meglio osservarle?
Il momento migliore per osservare le due comete è tra il 20 e il 21 ottobre 2025, quando raggiungeranno la minima distanza dalla Terra. La prima sarà C/2025 R2 (SWAN), che il 20 ottobre passerà a circa 39 milioni di km dal nostro pianeta. Nello stesso giorno entrerà nella costellazione del Sagittario, visibile dopo il tramonto verso sud-ovest, con una luminosità stimata tra magnitudine 6 e 7, quindi non sarà visibile a occhio nudo, ma osservabile con binocoli o piccoli telescopi.
La notte successiva, il 21 ottobre, toccherà alla C/2025 A6 (Lemmon) raggiungere il suo perigeo a 89 milioni di km dalla Terra, in corrispondenza della Luna Nuova: una combinazione rara e ideale per l’osservazione. La Lemmon sarà visibile nel cielo serale verso ovest/nord-ovest, sopra la stella Arturo, intorno alle 19:00, con una luminosità prevista di magnitudine 4–4.5. In quei giorni sarà osservabile anche all’alba per circa un’ora, sorgendo a nord-est insieme a Venere.
Per entrambe le comete è fondamentale scegliere luoghi con orizzonte occidentale libero e basso inquinamento luminoso. Dopo il perigeo, la visibilità resterà buona per qualche giorno, ma con la luminosità in graduale calo.

Come fotografarle?
Osservare una cometa è emozionante, ma immortalarla in uno scatto lo è ancora di più. La C/2025 A6 (Lemmon), in particolare, sarà abbastanza luminosa da poter essere fotografata anche con attrezzatura non professionale. La C/2025 R2 (SWAN) è più debole, ma comunque rilevabile con pose medio-lunghe di una macchina fotografica.
Il primo elemento da considerare è il cielo: serve un luogo buio, lontano dall’inquinamento luminoso e con orizzonte ovest sgombro. Le notti attorno al 20–21 ottobre, coincidenti con la Luna Nuova, sono ideali anche per via della pioggia di meteore Orionidi.
Le comete si muovono nel cielo, perciò esposizioni troppo lunghe rischiano di lasciare un nucleo allungato o stelle mosse. Con uno smartphone e un treppiede, si possono ottenere comunque risultati: usando modalità Notte o Pro, ISO 1600–3200, esposizione 5–10 secondi e messa a fuoco manuale su una stella. Apparirà come una macchiolina sfumata.
Con una fotocamera e treppiede, si raggiunge la qualità ideale per panorami notturni: ISO 1600–3200, esposizione 10–20 secondi con obiettivi grandangolari, diaframma aperto (f/2–f/2.8) e messa a fuoco su stelle luminose nei pressi della cometa. Per avere più dettaglio nel nucleo o nella coda, meglio usare focali da 85 a 200 mm o un piccolo telescopio, riducendo il tempo di posa a 1–5 secondi.











