Il 3 ottobre 2025 la cometa interstellare 3I/ATLAS passerà a una distanza di circa 30 milioni di km da Marte, offrendo una finestra quasi unica per l’osservazione ravvicinata tramite le sonde in orbita attorno al Pianeta Rosso: Mars Express ed ExoMars dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), e successivamente anche JUICE. Questo passaggio rappresenta una delle migliori occasioni per studiare un oggetto proveniente da fuori del Sistema Solare con strumenti spaziali, molto più vicino di quanto sarà possibile fare dalla Terra.
La cometa sarà difficilmente visibile da Terra nel periodo del massimo avvicinamento a Marte, a causa della vicinanza angolare al Sole e del suo bagliore. Tuttavia, le sonde marziane potranno orientare i propri strumenti verso 3I/ATLAS per ottenere dati e immagini di qualità elevata.
Durante questo transito vicino a Marte, Mars Express ed ExoMars impiegheranno gli strumenti normalmente dedicati allo studio marziano (fotocamere, spettrografi) per esaminare la chioma, la coda e la quantità di attività cometaria, ossia la perdita di gas e polveri. Anche se il nucleo stesso è troppo piccolo per essere osservato direttamente, sarà possibile derivarne forma e dimensioni attraverso il modello della chioma.
Inoltre, gli spettrografi a bordo verranno utilizzati per cercare tracce di acqua, CO₂, monossido di carbonio e molecole carboniose, con l’obbiettivo di confrontare la composizione di 3I/ATLAS con quella delle comete del Sistema Solare interno.
Osservazioni e obiettivi scientifici
Durante il passaggio ravvicinato, Mars Express utilizzerà la sua High Resolution Stereo Camera (HRSC) e gli spettrografi OMEGA e SPICAM, mentre ExoMars (Trace Gas Orbiter) impiegherà la CaSSIS (Colour and Stereo Surface Imaging System) e lo spettrografo NOMAD. Successivamente anche JUICE a partire da novembre avrà modo di studiare e aiutare a caratterizzare 3I/ATLAS, tra il 2 e il 25 novembre.

Le immagini raccolte permetteranno di studiare la struttura della chioma e della coda, la distribuzione delle polveri, il grado di attività cometaria e le variazioni di luminosità. I dati spettrali, invece, saranno fondamentali per determinare i rapporti molecolari all’interno del gas liberato: ad esempio acqua, CO₂, monossido di carbonio e possibili molecole organiche contenenti carbonio e azoto.
Un obbiettivo è valutare se la composizione chimica di 3I/ATLAS abbia elementi in comune con le comete del Sistema Solare, o se presenti differenze sostanziali che riflettano la sua origine interstellare. Ciò potrebbe aiutare a rispondere a domande come: le comete si formano con composizioni “universali” o l’ambiente stellare di origine lascia tracce distinte?
Un altro risultato atteso è una stima più precisa della dimensione e forma del nucleo (pur indirettamente), tramite modellazione basata sulle immagini e dati di luminosità. Anche il tasso di attività, ovvero la quantità di gas e polveri emessi per unità di tempo, potrà essere misurato con maggiore accuratezza, grazie alla vicinanza delle sonde e alla loro strumentazione sensibile.
Il viaggio di 3I/ATLAS
Dopo il passaggio vicino a Marte, la cometa 3I/ATLAS procederà verso altri incontri ravvicinati nel Sistema Solare: il 7 novembre passerà a circa 58 milioni di km da Venere e il 16 marzo 2026 a 46 milioni da Giove, dove la sonda europea JUICE potrà osservare ulteriormente l’oggetto.
Il massimo avvicinamento al Sole è previsto per il 29 ottobre, a circa 200 milioni di km, e il massimo avvicinamento alla Terra il 19 dicembre, a circa 269 milioni di km.
In questo contesto, l’incontro con Marte diventa particolarmente significativo: è tra i più vicini che la cometa farà mentre attraversa la parte interna del Sistema Solare, e consente analisi molto più dettagliate di quanto sarebbe possibile durante il passaggio alla minima distanza dalla Terra.
Nel complesso, quindi, questo passaggio rappresenta una straordinaria opportunità per le missioni marziane di contribuire in modo diretto allo studio di un oggetto interstellare. Le osservazioni che ne derivano potranno colmare una lacuna importante nella nostra conoscenza sugli oggetti provenienti da altri sistemi stellari, offrendo dati preziosi sulla loro struttura, attività e composizione chimica.











