L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha annunciato il 22 settembre 2025 di aver completato la Fase A dello sviluppo di LAORIE (Lunar Adaptive Outpost for Remote Italian Research), un progetto di infrastruttura lunare che rientra nel programma EMM (Earth, Moon, Mars) dell’Agenzia. Il contratto, assegnato a Thales Alenia Space Italia con il contributo di Altec S.p.A., ha superato con successo la Preliminary Requirement Review (PRR) lo scorso 16 luglio, segnando la conclusione della fase iniziale dedicata alla definizione dei requisiti di missione.
Il progetto prevede la realizzazione di una piattaforma scientifica da posizionare sulla superficie lunare. Essa sarà composta da tre elementi principali: un lander per l’allunaggio e il supporto strutturale; una piattaforma lunare per ospitare e alimentare gli strumenti scientifici; tre payload sviluppati dall’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).
Questa infrastruttura sarà progettata per operare autonomamente sulla Luna per almeno tre anni, in un ambiente estremo caratterizzato da forti escursioni termiche, polvere e lunghi periodi di oscurità.
L’architettura di LAORIE
Il progetto LAORIE adotta un’architettura modulare composta da tre sottosistemi strettamente integrati. Il lander funge da modulo di discesa sulla Luna e sostiene la piattaforma e i payload. La piattaforma lunare è concepita per fornire supporto operativo continuo: essa gestirà l’alimentazione elettrica, stabilità termica e comunicazioni con Terra, per l’intera durata della missione.
I payload saranno fisicamente alloggiati su questa piattaforma. Si tratterà di tre strumenti scientifici:
- LEM-X (Lunar Electromagnetic Monitor in X-rays), uno strumento per monitoraggio all-sky nella banda dei raggi X.
- LUNAPOL (LUNAr optical POLarimetry surveyor), un polarimetro per mappare la polarizzazione interstellare su vaste aree di cielo.
- LETO (Lunar Earth Temperature Observatory), spettro‑radiometro a trasformata di Fourier nell’infrarosso per il monitoraggio della temperatura di brillanza del disco terrestre.
Questo disegno richiede un’attenta definizione preliminare dei requisiti: carico utile, interfacce meccaniche ed elettriche, bilanciamento termico, vincoli di massa e potenza. In Fase A, si sono analizzate diverse configurazioni e scenari operativi, definendo margini di tolleranza e requisiti di robustezza per le condizioni lunari più estreme.
Sfide ambientali e operative
Una delle difficoltà centrali riguarda la longevità operativa dei payload per tre anni in ambiente lunare. La Luna presenta periodi di buio prolungati, escursioni termiche notevoli (da – 100 °C a + 100 °C e oltre, a seconda del sito), assenza di atmosfera, radiazioni, e la presenza di polvere abrasiva che può degradare superfici e meccanismi.
Per mitigare questi problemi, le scelte progettuali devono includere isolamento termico adeguato, protezioni contro la polvere, superfici autopulenti o meccanismi schermanti, oltre a un’attenta gestione termica. Occorre anche considerare la logistica di lancio (limite di massa e volume), la robustezza del trasporto e la resistenza alle vibrazioni e accelerazioni in fase di lancio.
Infine, non è prevista manutenzione diretta del sistema lunare una volta dispiegato, perciò l’intera infrastruttura (lander, piattaforma, payload) deve essere progettata con margini sufficienti per tollerare guasti, degradazioni o condizioni estreme senza interventi esterni. Tutte queste variabili sono state considerate durante la Fase A, il cui esito positivo ha anche formalizzato la conclusione delle attività contrattuali con Thales Alenia Space Italia per questa prima fase di sviluppo. Non è stata annunciata o comunicata una data o un periodo di lancio, per la quale bisognerà probabilmente attendere la conclusione delle fasi successive di progettazione.










