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La NASA ha presentato cubesat ed esperimenti che saranno a bordo di Artemis II

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Settembre 23, 2025
in Esplorazione spaziale, Luna, NASA, News, Scienza, Speciale Artemis
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Il 23 settembre 2025 la NASA, durante la seconda conferenza stampa di tre previste, ha presentato gli esperimenti e i cubesat che saranno a bordo della missione Artemis II. Nella prima conferenza, fatta poche ore prima, hanno parlato del periodo di lancio e presentato il profilo di missione.

In questa seconda conferenza, hanno invece ricordato gli obbiettivi della missione, che saranno di test per le future missioni Artemis, e le caratteristiche tecniche della capsula Orion. Hanno poi detto che sono già stati integrati tre cubesat posti all’interno del razzo SLS (durante Artemis I erano 10). Matt Ramsey, Manager della missione Artemis II, ha detto che un altro cubesat sarà integrato questa settimana. Successivamente hanno parlato anche di alcuni esperimenti all’interno della capsula Orion.

La data di lancio di Artemis II è attualmente fissata in un periodo fra febbraio e aprile 2026, con la prima data utile il 5 febbraio 2026.

Gli esperimenti scientifici su Orion

Nel corso della conferenza, Jacob Bleacher, Chief Scientist della missione Artemis II, ha raccontato alcuni degli esperimenti e attività che saranno condotti dall’equipaggio e sull’equipaggio durante la missione Artemis II. Si tratta di esperimenti volti soprattutto a comprendere la risposta del corpo umano a questa tipologia di viaggio, di ambiente e di esposizione alle radiazioni. “The science of Artemis is the science of us” ha affermato. I dati che raccoglieranno saranno fondamentali per comprendere come il corpo umano reagisce all’ambiente dello spazio profondo e preparare future missioni verso la Luna e Marte.

A tal proposito inoltre, Debbie Korth, deputy Program Manager della capsula Orion, ha detto che all’interno della capsula sarà presente un sistema per permettere agli astronauti di allenarsi, cosa obbligatoria per missioni sopra i 9 giorni di permanenza nello spazio.

Tra gli esperimenti spiegati da Bleacher, ci sarà AVATAR, un piccolo dispositivo delle dimensioni di una chiavetta USB che contiene cellule derivate dal sangue degli astronauti. Questo “avatar biologico” permetterà di studiare come i tessuti reagiscono alle condizioni di microgravità e radiazione, con un focus sul midollo osseo e sul sistema immunitario.

L'esperimento Avatar a bordo di Orion.
L’esperimento Avatar a bordo di Orion.

Parallelamente, lo studio ARCHER monitorerà sonno, attività fisica e benessere psicologico dell’equipaggio attraverso speciali braccialetti-sensore, indossati prima, durante e dopo il volo.

Gli astronauti raccoglieranno anche campioni di saliva per analizzare biomarcatori immunitari, mentre i dati delle Spaceflight Standard Measures includeranno valutazioni cognitive, di equilibrio, funzioni vestibolari e prestazioni muscolari, con test immediatamente dopo l’atterraggio. Una serie di sensori di radiazione, installati sia a bordo sia nelle tute, misurerà l’esposizione individuale e l’efficacia delle schermature.

Infine, Bleacher ha ricordato che gli astronauti osserveranno direttamente la Luna da Orion, documentando condizioni uniche mai viste prima. La distanza a cui si troveranno dipenderà dal giorno dalla partenza, ma permetterà in ogni caso una vista unica sul nostro satellite naturale.

Tutti questi studi mirano a costruire la base scientifica per missioni di lunga durata nello spazio profondo, garantendo sicurezza ed efficienza agli equipaggi del futuro.

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Tags: ArtemisArtemis IINasaScienza

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