Tra il 6 e il 15 agosto 2025, i telescopi spaziali James Webb di ESA/NASA/CSA e SPHEREx della NASA hanno osservato la cometa interstellare 3I/ATLAS. Si tratta del terzo oggetto interstellare mai identificato in transito nel Sistema Solare, dopo 1I/‘Oumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019.
La cometa è stata osservata il 6 agosto dal James Webb con lo spettrografo NIRSpec, mentre SPHEREx ha utilizzato il suo spettrometro, sempre nel vicino infrarosso, per raccogliere dati tra il 7 e il 15 agosto. Entrambi i telescopi hanno fornito nuovi dettagli sulla composizione e sulle proprietà fisiche dell’oggetto.
I primi risultati basati su queste osservazioni offrono una panoramica iniziale ma già significativa della natura chimica di 3I/ATLAS, evidenziandone caratteristiche potenzialmente uniche rispetto alle comete tipiche del Sistema Solare. Le sue osservazioni sono particolarmente preziose anche per SPHEREx, che ha da poco avviato le sue attività scientifiche.
Le osservazioni di James Webb e SPHEREx
Il 6 agosto 2025 il James Webb Space Telescope ha osservato la cometa 3I/ATLAS con lo spettrografo NIRSpec. In quel momento, l’oggetto si trovava a una distanza di 3.32 Unità Astronomiche dal Sole (1 UA è circa 150 milioni di km).
Le immagini spettrali, estese tra 0.6 e 5.3 micron, hanno rivelato una chioma dominata da anidride carbonica (CO₂), con un forte outgassing diretto verso il Sole. Sono state rilevate anche tracce di acqua (H₂O), monossido di carbonio (CO), solfuro di carbonile (OCS), ghiaccio d’acqua e polveri.

Il rapporto tra anidride carbonica e acqua misurato è pari a circa 8.0. Si tratta di uno dei valori più alti mai osservati in una cometa, molto superiore rispetto a quello noto per le comete di lungo periodo e della famiglia di Giove nel nostro Sistema Solare (a eccezione di casi particolari).
Questi risultati indicano che il nucleo di 3I/ATLAS è probabilmente intrinsecamente ricco di CO₂. E che potrebbe essersi formato vicino alla linea di sublimazione della CO₂ nel disco protoplanetario di origine, o essere stato esposto a livelli di radiazione più elevati rispetto alle comete del Sistema Solare. La relativa scarsità di acqua osservata può invece essere spiegata da una limitata penetrazione del calore all’interno del nucleo, che avrebbe ridotto la sublimazione di H₂O rispetto a CO₂ e CO.
SPHEREx ha osservato la cometa tra il 7 e il 12 agosto 2025 con una serie di puntamenti dedicati, supportati da osservazioni spettrali a bassa risoluzione con lo strumento SpeX. Le immagini e gli spettri hanno confermato la presenza di forti emissioni di CO₂ e caratteristiche di assorbimento dovute a ghiaccio d’acqua. SPHEREx ha risolto chiaramente una chioma ricca di anidride carbonica, con un’estensione di circa 3 primi d’arco.

La fotometria di SPHEREx suggerisce che 3I/ATLAS abbia una superficie arricchita in ghiacci misti e composti organici complessi, simile a quella di alcuni oggetti transnettuniani. Dalle immagini, la grande maggioranza della luce misurata proviene dalla polvere della chioma, con un contributo trascurabile dal nucleo, il cui raggio effettivo è stimato inferiore a 2.8 km.
Cosa sappiamo finora su 3I/ATLAS
3I/ATLAS è stata scoperta l’1 luglio 2025 e identificata come oggetto interstellare sulla base della sua traiettoria iperbolica e della sua elevata velocità rispetto al Sole. L’orbita la porta a transitare nel Sistema Solare interno senza essere legata gravitazionalmente a esso, come confermato dai dati astrometrici raccolti da diversi osservatori terrestri. Attualmente si stima che provenga dal disco spesso della Via Lattea.
La cometa si distingue per una moderata attività cometaria. Nonostante abbia sviluppato una tenue chioma, le osservazioni nell’infrarosso e nell’ottico indicano una produzione limitata di gas volatili. Questo comportamento potrebbe riflettere una lunga esposizione al mezzo interstellare o una superficie già esausta di materiali facilmente sublimabili.
Nel corso dei prossimi mesi, 3I/ATLAS continuerà ad essere seguita con osservazioni da terra e dallo spazio, fino a quando si allontanerà definitivamente dal Sistema Solare. L’interesse della comunità scientifica è alto: ogni oggetto interstellare rappresenta un campione diretto di materiale extrasolare. E contribuisce così ad ampliare la comprensione delle condizioni chimiche e fisiche dei sistemi planetari in altre parti della Galassia.
I due studi di riferimento:
- JWST detection of a carbon dioxide dominated gas coma surrounding interstellar object 3I/ATLAS, Cordiner et al. 2025
- SPHEREx Discovery of Strong Water Ice Absorption and an Extended Carbon Dioxide Coma in 3I/ATLAS, Lisse et al. 2025











