Interlune e Astrolab hanno annunciato il 5 agosto che uno strumento sviluppato da Interlune in collaborazione con il NASA Ames Research Center, volerà a bordo del rover FLIP verso il Polo Sud lunare. Lo strumento, una camera multispettrale, acquisirà dati utili a mappare l’ilmenite e valutare la maturità della regolite, dati essenziali per stimare in situ la concentrazione di Elio-3 senza necessità di riportare campioni sulla Terra.
L’obbiettivo della startup Interlune infatti, è quello di minare Elio-3 sulla Luna, da riportare poi sulla Terra per applicazioni come i computer quantistici, i macchinari medici e in futuro i reattori a fusione nucleare.
FLIP invece, è stato concepito come un prototipo funzionale del rover di maggiori dimensioni che Astrolab intende sviluppare entro il 2028, chiamato FLEX. Il rover FLIP sarà trasportato sulla Luna dal lander Griffin di Astrobotic, che in origine doveva trasportare il rover VIPER della NASA, poi cancellato. Questa missione è prevista per dicembre del 2025.
Con un peso a vuoto di 180 kg e dimensioni compatte (1.2 m di altezza, 2 m di larghezza), FLIP impiega delle ruote deformabili che saranno le stesse del rover FLEX. Uno degli obbiettivi di FLIP è infatti quello di testare sistemi, tecnologie e approcci che poi saranno applicate al mezzo più grande. FLEX sta venendo invece sviluppato come un rover modulabile, capace anche di trasportare astronauti sulla superficie lunare. FLIP infatti, è un acronimo che significa FLEX Lunar Innovation Platform.
Il primo payload di Interlune sulla Luna
La camera iperspettrale di Interlune permetterà di individuare la frazione di ilmenite (il minerale che trattiene l’Elio-3) e di quantificare il grado di maturità della regolite, ossia il tempo di esposizione al flusso di particelle solari. Integrando questi due parametri, Interlune potrà derivare modelli predittivi della distribuzione di Elio-3 in loco, riducendo i costi e i rischi connessi al ritorno di campioni.
Dopo la missione FLIP, Interlune prevede di testare sistemi di raccolta meccanica e tubazioni criogeniche per estrarre il gas dall’ilmenite riscaldata. Un primo volo di ritorno con carico dimostrativo di Elio-3 è pianificato per il 2029, con volumi dell’ordine di qualche grammo. A partire dal decennio successivo, la società conta di trasferire decine di chilogrammi di Elio-3 per impieghi in criogenia avanzata, sensoristica quantistica e reattori sperimentali. Astrolab utilizzerà i dati di FLIP per ottimizzare il design del lander commerciale da oltre 500 kg di capacità, destinato a missioni multiple su poli Nord e Sud lunari.











