L’azienda franco tedesca The Exploration Company ha annunciato il 17 luglio 2025 il successo del primo test statico del propulsore Breeze, che sarà utilizzato sul modulo di servizio del lander lunare Nyx Moon.
The Exploration Company sta sviluppando una famiglia modulare di veicoli Nyx, con l’obiettivo di coprire una gamma di missioni dall’orbita bassa terrestre fino all’orbita cislunare e alla Luna. Il propulsore Breeze, alimentato a ossigeno e metano gassoso, è stato progettato e testato nel giro di appena sei mesi. Il primo firing è avvenuto presso il sito di prova di Bordeaux e ha segnato l’inizio della campagna di qualifica per le future missioni lunari. In totale sono state eseguite 47 accensioni del motore.
Un test di successo per Breeze
Breeze rappresenta un elemento chiave nella strategia tecnica e industriale di The Exploration Company. Progettato per operare nel vuoto spaziale, il motore è pensato per garantire il controllo orbitale e le manovre del modulo di servizio del lander Nyx Moon, contribuendo in modo determinante alla sua capacità di allunaggio controllato. Il ruolo di Breeze sarà particolarmente critico nella gestione del profilo di discesa verso la superficie lunare.
Il test da 47 secondi ha permesso di verificare le prestazioni di accensione, stabilità di combustione e controllo termico del motore in condizioni operative realistiche. Sebbene si tratti ancora di una versione iniziale del propulsore, i dati raccolti saranno fondamentali per ottimizzare il design della prossima, già in fase di sviluppo e prevista al banco prova entro la fine del 2025.
Il nome Breeze si inserisce nella nomenclatura interna dell’azienda, che assegna ai propri motori nomi ispirati a fenomeni atmosferici di crescente intensità: da Breeze, a Mistral, fino a Huracán e Typhoon.
E Mission Possible?
Attualmente The Exploration Company è impegnata anche nell’analisi post-volo di Mission Possible. Lanciata il 23 giugno a bordo della missione rideshare Transporter 14 di SpaceX, Mission Possible è stata il primo test in volo dell’azienda volto a validare le tecnologie di rientro atmosferico che saranno impiegate nelle future versioni della capsula Nyx.

Dopo il rientro nell’atmosfera terrestre e la prevista perdita temporanea di comunicazioni, il team di terra è riuscito a ristabilire il contatto con il veicolo di prova, confermando il superamento della fase critica del blackout radio. Tuttavia, la comunicazione è stata nuovamente persa quando il veicolo si trovava a un’altitudine di circa 26 km, poco prima della fase transonica che avrebbe preceduto l’apertura dei paracadute. Questo punto del profilo di rientro è particolarmente delicato, poiché rappresenta il passaggio dalle alte velocità supersoniche a un regime subsonico, fase nella quale le sollecitazioni aerodinamiche aumentano sensibilmente.
L’azienda ha comunicato l’intenzione di effettuare un secondo volo Mission Possible nel prossimo futuro, con l’obiettivo di raccogliere ulteriori dati e perfezionare le tecnologie di controllo e recupero. Solo dopo questo nuovo test si passerà alla dimostrazione in scala reale di Nyx.











