Presso il centro ESTEC dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), nei Paesi Bassi, è stata completata con successo una serie di test sul satellite SMILE (Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer), frutto della collaborazione tra l’ESA e l’Accademia Cinese delle Scienze (CAS). La campagna di test ha rappresentato uno degli ultimi passaggi prima del trasferimento al sito di lancio, presso il centro spaziale europeo di Kourou, in Guyana Francese.
SMILE è una missione dedicata allo studio delle interazioni tra il Sole e la Terra. Il satellite è arrivato in Europa a dicembre 2024, dopo la conclusione delle attività di integrazione in Cina. Il 31 gennaio 2025, presso lo European Space Research and Technology Centre (ESTEC), le due sezioni principali della sonda, il modulo di carico utile e quello di servizio, sono state unite meccanicamente. Da quel momento ha avuto inizio una fase intensiva di test ambientali e funzionali.
Durante il resto di luglio, il team continuerà con alcune verifiche minori prima dell’ultimo ciclo di test software e operativi. Il trasferimento verso il sito di lancio è previsto per fine 2025. L’ESA prevede un lancio nel 2026 con un vettore Vega-C.

SMILE si prepara all’ambiente orbitale
A partire da aprile, SMILE è stato sottoposto a test di compatibilità elettromagnetica nella Maxwell Test Chamber dell’ESA, una struttura schermata che permette di simulare e rilevare eventuali interferenze tra i sottosistemi elettronici del satellite. L’obiettivo era assicurarsi che gli strumenti scientifici potessero operare simultaneamente, senza disturbi interni né conflitti con i sistemi del vettore di lancio.
La sonda è poi stata posizionata su bilance di precisione per verificarne la massa (circa 2300 kg) e la posizione del centro di massa. Sempre nel mese di aprile, SMILE ha affrontato un test di vibrazione, che simula le sollecitazioni del lancio e garantisce l’integrità strutturale del veicolo.
Oltre ai test meccanici, il team ESA-CAS ha verificato il dispiegamento dei pannelli solari e la generazione di potenza elettrica da parte delle migliaia di celle fotovoltaiche installate. È stato inoltre controllato il corretto funzionamento del meccanismo di apertura della struttura che alloggerà il magnetometro, e della copertura protettiva della fotocamera ultravioletta.
Il passaggio conclusivo della campagna è avvenuto nella Large Space Simulator, una delle più grandi camere a vuoto in Europa. Al suo interno, SMILE è stato sottoposto a condizioni di vuoto termico e a un flusso di calore equivalente all’irraggiamento solare nello spazio, per simulare il comportamento termico del satellite in orbita. Il test ha confermato la piena operatività del satellite in ambiente spaziale. “Possiamo ora affermare che SMILE è pronto al 100% per lo spazio” ha dichiarato il responsabile del progetto David Agnolon.

Obiettivi scientifici e contributi internazionali alla missione SMILE
SMILE osserverà le regioni più esterne della magnetosfera terrestre, con l’obiettivo di studiare in modo continuo e simultaneo l’interazione tra vento solare e campo magnetico terrestre. Opererà in un’orbita ellittica inclinata, in grado di fornire prospettive uniche sulla regione di accoppiamento Sole-Terra. A bordo sono installati strumenti per osservazioni in situ e di telerilevamento.
Il carico scientifico è frutto di una collaborazione internazionale. L’ESA fornisce il modulo di carico utile e un esperimento, l’Imager a raggi X molli (Soft X-ray Imager), sviluppato dall’Università di Leicester e altre istituzioni europee. La Cina contribuisce con tre strumenti: un analizzatore di ioni leggeri, un magnetometro e un’immagine ultravioletta, sviluppati con il supporto di istituzioni accademiche di Francia, Austria, Belgio, Regno Unito e Canada.
SMILE rappresenta la collaborazione scientifica più avanzata tra Europa e Cina dopo la missione SVOM e gli strumenti europei a bordo della Chang’e 6. I dati della missione saranno fondamentali per comprendere le dinamiche spaziali che influenzano lo spazio circumterrestre, con ricadute anche sulla previsione del meteo spaziale e sulla protezione delle infrastrutture spaziali e terrestri.










