La NASA ha annunciato che Starlab, una delle tre stazioni spaziali commerciali attualmente in costruzione già finanziate dalla NASA, ha completato cinque nuovi step nella fase di progettazione della stazione. Si tratta di un aggiornamento importante, dato che tutti e tre i progetti attualmente finanziati dalla NASA risultano in ritardo sulla tabella di marcia.
Le attività svolte da Starlab rientrano in un accordo Space Act siglato nel 2021 tra NASA e Voyager Space, azienda a capo del consorzio di aziende che ha costituito la società, chiamata anch’essa Starlab, che gestisce il progetto della stazione. Questi finanziamento sono stati concessi dalla NASA sotto il Commercial LEO Destinations (CLD) program, con cui l’Agenzia punta ad assegnare al settore privato commerciale il compito di mantenere una presenza umana in orbita terrestre bassa.
All’interno del programma CLD la NASA finanzia anche il progetto Orbital Reef, la stazione spaziale di Blue Origin. La Axiom Space Station, la terza stazione spaziale in costruzione, è sempre finanziata dalla NASA, ma all’esterno del programma CLD. Negli Stati Uniti anche l’azienda Vast sta costruendo una stazione spaziale, chiamata Haven-1, il cui lancio è previsto per il 2026. Sarà una piccola stazione di prova, che servirà a dimostrare alla NASA la capacità dell’azienda in questo settore, per poi accedere ai finanziamenti del programma CLD. In questo approfondimento ORBIT abbiamo intervistato il CEO di Vast.
Revisione preliminare superata
Le milestone recentemente completate da Starlab includono la revisione preliminare dell’architettura e dei sistemi di bordo, l’analisi di sicurezza, il piano di procurement e la valutazione del sistema di attracco sviluppato da Northrop Grumman. Questi passaggi consentono alla NASA di monitorare i progressi tecnici, pur mantenendo un ruolo di cliente e non di operatore della futura infrastruttura.
Parallelamente, Starlab ha avviato la costruzione di un mock-up in scala reale, ospitato presso il Space Vehicle Mockup Facility del Johnson Space Center. Il modello sarà utilizzato per sessioni di testing con astronauti e tecnici, dedicate alla simulazione di operazioni quotidiane, test di ergonomia e validazione delle procedure di bordo.
Il team ha inoltre rivisto e aggiornato le configurazioni dei principali sottosistemi: pannelli solari, porte di attracco, moduli abitativi e postazioni di lavoro per esperimenti.

Starlab è uno dei progetti in gara per sostituire l’ISS, che terminerà le operazioni entro il 2030 e verrà deorbitata nel 2031. La NASA prevede una sovrapposizione fra la ISS e le nuove stazioni per almeno due anni, per garantire la continuità delle attività scientifiche e della presenza umana nello spazio, ma sembra che questo obbiettivo sarà particolarmente complesso da raggiungere.
Tra le stazioni attualmente in fase di progettazione o costruzione, quella di Axiom Space è il progetto più avanzato, dato che alcuni moduli sono già in costruzione negli stabilimenti di Thales Alenia Space in Italia.
Al momento, Starlab non ha ancora annunciato missioni scientifiche specifiche o accordi con partner internazionali. Tuttavia, la stazione è concepita per ospitare equipaggi permanenti e condurre ricerche in microgravità, in continuità con le attività scientifiche finora condotte a bordo della ISS.
La fase successiva del progetto sarà la Critical Design Review (CDR), prevista entro la fine del 2025. Questo traguardo servirà a validare i disegni definitivi prima dell’inizio della produzione e dell’assemblaggio dei componenti. L’intera stazione, composta da un modulo abitativo e un modulo di servizio, sarà lanciata in un’unica missione a bordo del vettore Starship di SpaceX.








