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Osservato l’effetto diretto di un quasar su una galassia vicina, durante una collisione

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Maggio 21, 2025
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Immagine scattata con ALMA che mostra il contenuto di gas molecolare di due galassie coinvolte in una collisione cosmica. Quella a destra ospita un quasar, un buco nero supermassiccio che sta accumulando materiale dall'ambiente circostante e rilasciando intense radiazioni direttamente contro l'altra galassia. Credits: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/S. Balashev e P. Noterdaeme et al.

Immagine scattata con ALMA che mostra il contenuto di gas molecolare di due galassie coinvolte in una collisione cosmica. Quella a destra ospita un quasar, un buco nero supermassiccio che sta accumulando materiale dall'ambiente circostante e rilasciando intense radiazioni direttamente contro l'altra galassia. Credits: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/S. Balashev e P. Noterdaeme et al.

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Per la prima volta, un team internazionale di astronomi ha osservato l’effetto diretto delle radiazioni di un quasar sul gas interstellare di una galassia in collisione. I risultati descrivono un evento raro e spettacolare: due galassie si scontrano ripetutamente a oltre 500 km/s, e una di esse, potenziata da un quasar attivo, colpisce l’altra con un intenso flusso di radiazioni, alterandone radicalmente la capacità di formare nuove stelle.

Il sistema è stato soprannominato cosmic joust, letteralmente “duello cosmico”, “giostra cosmica”, dai suoi scopritori Pasquier Noterdaeme dell’Institut d’Astrophysique di Parigi e Sergei Balashev dello Ioffe Institute di San Pietroburgo, in analogia con i tornei cavallereschi medievali. Ma questa giostra spaziale non ha nulla di cavalleresco: il quasar agisce come una lancia che trafigge il gas dell’altra galassia, alterandone la struttura interna.

I due oggetti celesti si rincorrono nel tempo, passandosi vicino più volte in un ciclo di avvicinamento e allontanamento. Le osservazioni, realizzate con i telescopi ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) e VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, mostrano che il quasar spezza i grandi ammassi di gas nella galassia “vittima”, lasciando solo le regioni più dense e piccole, troppo povere per sostenere la nascita di nuove stelle.

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Il segnale luminoso proveniente da questo evento ha viaggiato per oltre 11 miliardi di anni prima di raggiungerci: ciò che osserviamo oggi risale a quando l’Universo aveva appena il 18% della sua età attuale.

Quando un quasar si attiva, una galassia si spegne

L’elemento chiave del cosmico joust è il quasar, ovvero il nucleo estremamente brillante di una galassia attivato dalla caduta di materia in un buco nero supermassiccio. Questi oggetti erano molto più comuni nei primi miliardi di anni di vita dell’Universo, periodo al quale risale anche questo evento.

In presenza di una fusione galattica, enormi quantità di gas possono essere spinte verso il centro della galassia ospite del buco nero, alimentando il quasar e mantenendolo attivo. Questo, a sua volta, emette un potente flusso di radiazioni che colpisce direttamente l’altra galassia in collisione.

Rappresentazione artistica di una
Rappresentazione artistica di un “cosmico joust”, una fusione galattica in cui la galassia a destra ospita un quasar alimentato da un buco nero supermassimico che inghiotte materiale intorno ad esso ed emette un potente cono di radiazioni, perforando l’altra galassia come una lancia. Credits: ESO/M. Coltello a grani

È in questo contesto che i ricercatori hanno identificato un nuovo effetto: l’irradiazione distrugge le nubi molecolari più diffuse e lascia intatti solo i frammenti più piccoli e compatti, incapaci di innescare processi di formazione stellare. La galassia colpita perde così la sua capacità di generare nuove stelle, subendo una vera e propria trasformazione strutturale.

ALMA ha permesso di distinguere con precisione le due galassie, che nelle immagini precedenti apparivano come un’unica sorgente. Lo spettrografo X-shooter del VLT ha poi consentito di analizzare la luce del quasar mentre attraversava la galassia bersaglio, rivelando in dettaglio le alterazioni subite.

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Servono telescopi più potenti per studiare le “giostre” galattiche

Il sistema osservato rappresenta un laboratorio naturale per studiare gli effetti dei quasar durante le fusioni galattiche, e offre uno sguardo diretto su come questi processi abbiano influenzato l’evoluzione delle galassie nell’Universo primordiale. Come sottolinea Noterdaeme, future osservazioni con telescopi più grandi, come l’Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO, potrebbero portare a una comprensione ancora più dettagliata di fenomeni simili.

Le interazioni osservate in questo cosmic joust permettono di testare modelli teorici sull’evoluzione delle galassie, e sul ruolo regolatore dei quasar. In particolare, eventi come questo suggeriscono che i quasar non solo contribuiscono a “spegnere” la formazione stellare nelle galassie ospiti, ma possono anche alterare profondamente l’ambiente interstellare delle galassie vicine.

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Tags: ALMAduello cosmicoGalassiaquasaruniversoVLT

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