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Iniziata una pausa delle comunicazioni con le sonde Voyager. Durerà fino a febbraio 2026

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Maggio 15, 2025
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, NASA, News, Scienza, Sistema solare
Render artistico della sonda Voyager 1 della NASA. Credits: NASA/JPL-Caltech

Render artistico della sonda Voyager 1 della NASA. Credits: NASA/JPL-Caltech

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Dal 4 maggio 2025, la NASA ha interrotto temporaneamente le comunicazioni con le sonde Voyager 1 e 2, a causa degli importanti lavori di aggiornamento sull’antenna DSS-43 di Canberra, in Australia. Si tratta dell’unico radiotelescopio della rete Deep Space Network in grado di trasmettere comandi alle Voyager, oggi a oltre 24 miliardi di km dalla Terra.

Durante la lunga pausa, che si estenderà fino a febbraio 2026, saranno disponibili solo due brevi finestre per inviare istruzioni alle sonde, una in agosto e una in dicembre.

Proprio in vista di questo periodo di silenzio, gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory sono riusciti a riattivare un set di propulsori su Voyager 1 considerati inutilizzabili dal 2004. Un intervento fondamentale per evitare che, durante la pausa, il sistema di orientamento della sonda possa guastarsi in modo irreversibile.

While we won’t be receiving commands from our team on Earth for a few months, they’ll still be able to receive our science data.

This team is nothing if not tenacious! https://t.co/kOzkp3nIXp

— NASA Voyager (@NASAVoyager) May 14, 2025

Un recupero tecnico

I propulsori interessati controllano il movimento di rollio, necessario a mantenere l’antenna della sonda puntata verso la Terra. Dopo il guasto del 2004, il team si era affidato esclusivamente ai propulsori di backup, ma negli ultimi mesi questi hanno mostrato segni di ostruzione nei condotti del propellente, mettendo a rischio la stabilità del puntamento.

Rivedendo il problema, gli ingegneri hanno ipotizzato che il malfunzionamento originario non fosse dovuto a un guasto fisico, ma a un cambio imprevisto nei circuiti di alimentazione dei riscaldatori dei propulsori. Se fossero riusciti a riattivare questi riscaldatori, i propulsori primari potevano tornare a funzionare.

ANNUNCIO

Dopo una pianificazione meticolosa, è stato inviato il comando e il giorno seguente, a causa della distanza della sonda, è arrivata la conferma: i riscaldatori si erano accesi e i propulsori erano tornati operativi dopo oltre vent’anni.

Attuale posizione delle sonde Voyager nello spazio interstellare. Credits: NASA
Attuale posizione delle sonde Voyager nello spazio interstellare. Credits: NASA

E le Voyager resistono ancora

Con la DSS-43 fuori servizio per diversi mesi, non sarà possibile inviare nuovi comandi alle Voyager, anche se le sonde continueranno a inviare i dati scientifici raccolti verso la Terra tramite le altre antenne della rete. Per questo motivo, ogni funzione critica è stata verificata e aggiornata in anticipo, per garantire che le sonde possano proseguire in autonomia.

“È stata un’operazione rischiosa, ma necessaria” ha spiegato il team del JPL. “Senza la possibilità di intervenire durante la pausa, ogni elemento doveva essere pronto per affrontare mesi senza supporto”.

Il recupero dei propulsori primari rappresenta l’ennesimo esempio della resilienza tecnica delle sonde Voyager, lanciate nel 1977 e tuttora operative nello spazio interstellare. Anche dopo quasi mezzo secolo, continuano a spingersi oltre i confini del Sistema Solare, testimoniando l’ingegnosità e la visione a lungo termine dell’esplorazione spaziale.

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Tags: comunicazioniEsplorazione spazialeJPLNasaSistema solarespazio profondoVoyager

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