Il 12 maggio 2025, durante l’EXPO di Osaka, la startup pugliese REA Space ha presentato “Futura Suit”, il primo prototipo di una tuta spaziale EVA modulare e su misura interamente progettato e costruito in Europa. Questa tuta rappresenta un’importante dimostrazione di capacità tecnologica e progettuale in un settore strategico per l’autonomia spaziale europea, quello dei voli spaziali umani.
L’Europa sta cercando da tempo di rendersi sempre più autonoma nel settore spaziale. Un’esigenza accelerata dopo il cambio di rotta degli Stati Uniti, che con la presentazione della proposta di budget NASA per il 2026 sembrano pronti a lasciare molti dei programmi internazionali.
Uno dei settori dove l’Europa non è autonoma, è proprio il volo spaziale umano, e lo sviluppo di una tuta EVA europea si inserisce in questa strategia. Attualmente, la NASA ha affidato ad aziende private, come Axiom Space, lo sviluppo delle tute per le missioni lunari Artemis, con contratti significativi di miliardi di dollari, significativi di quanto complesso è sviluppare una tuta per attività extraveicolari nello spazio.
In questo contesto, la presentazione di “Futura Suit” si propone come una soluzione europea, sviluppata interamente nel continente e in questo caso in Italia. Una tuta che potrebbe essere sviluppata e adottata in future missioni spaziali, contribuendo all’autonomia tecnologica dell’Europa nel settore.

Una “Futura Suit” per il futuro europeo nello spazio
La “Futura Suit” presentata da REA Space a Osaka è ancora un prototipo, ma presenta già determinate caratteristiche. Secondo quanto comunicato dall’azienda italiana:
- Design modulare e su misura: la tuta è progettata per adattarsi al corpo di ogni astronauta, migliorando comfort e mobilità.
- Materiali avanzati: l’uso di una nuova membrana pressurizzata rende la tuta più leggera e aderente, senza compromettere la protezione.
- Gestione termica: un sistema avanzato consente di mantenere costante la temperatura corporea in condizioni estreme.
- Indossamento autonomo: la tuta può essere indossata senza assistenza, aumentando l’efficienza durante le missioni.
REA Space non è nuova allo sviluppo di tute e “vestiario” per lo spazio. A inizio del 2024 la startup italiana ha testato nello spazio EMSi, una tuta intraveicolare progettata per contrastare gli effetti della microgravità sul corpo umano. Il test, è avvenuto con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana a bordo della Crew Dragon di SpaceX, durante la missione privata Ax-3, e ha rappresentato il debutto operativo della tecnologia REA Space nello spazio.
Abbiamo sempre creduto che il futuro dello spazio dovesse essere costruito insieme», raccontano da REA Space. «Questo progetto non è solo un traguardo tecnologico, è un manifesto della possibilità: dimostra che l’Europa può essere protagonista dell’esplorazione spaziale, con soluzioni proprie, umane, innovative.
Futura Suit è inoltre un progetto che si sta svolgendo insieme a diverse realtà italiane. Lo sviluppo di questa tuta avviene in collaborazione con l’azienda Drudi Performance, responsabile del design; l’azienda Tecnica Group, che sviluppa gli stivali; IRID Technology che realizza la visiera intelligente; il Politecnico di Bari, Milano e Torino contribuiscono rispettivamente all’elettronica avanzata, allo sviluppo di tessuti intelligenti e allo studio fisiologico per la gestione del calore metabolico.
Futura Suit è attualmente un prototipo, uno studio di fattibilità reale e in evoluzione, ma rappresenta un passo significativo verso la realizzazione di una tuta EVA europea. Il progetto dimostra la potenziale capacità dell’Europa di sviluppare tecnologie avanzate nel settore spaziale.











