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Tracce di spiagge su Marte: il rover Zhurong trova ulteriori indizi di un antico oceano

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Febbraio 25, 2025
in Agenzie Spaziali, Cina, Esplorazione spaziale, News, Scienza, Sistema solare
Ipotetica immagine di Marte 3.6 miliardi di anni fa, quando un oceano potrebbe aver coperto quasi metà del pianeta. Le aree blu mostrano la profondità dell'oceano riempito fino al livello della costa dell'antico mare soprannominato Deuteronilus. La stella arancione rappresenta il sito di atterraggio del rover cinese Zhurong. La stella gialla è il sito del rover Perseverance della NASA, atterrato pochi mesi prima di Zhurong. Credits: Robert Citron

Ipotetica immagine di Marte 3.6 miliardi di anni fa, quando un oceano potrebbe aver coperto quasi metà del pianeta. Le aree blu mostrano la profondità dell'oceano riempito fino al livello della costa dell'antico mare soprannominato Deuteronilus. La stella arancione rappresenta il sito di atterraggio del rover cinese Zhurong. La stella gialla è il sito del rover Perseverance della NASA, atterrato pochi mesi prima di Zhurong. Credits: Robert Citron

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Un’analisi condotta con il radar del rover cinese Zhurong ha rivelato tracce di sedimenti sotterranei che potrebbero essere stati depositati da un oceano marziano circa 4 miliardi di anni fa. Il rover, atterrato nel 2021 nell’area di Utopia Planitia, ha operato per un anno prima di interrompere le comunicazioni, ma i dati raccolti continuano a fornire nuove informazioni sulla storia climatica di Marte.

Utilizzando il Ground Penetrating Radar (GPR), Zhurong ha sondato fino a 80 metri sotto la superficie, rivelando strati inclinati di materiale che ricordano quelli presenti sulle spiagge terrestri. La loro angolazione e disposizione suggeriscono la presenza di un corpo d’acqua di lunga durata, con onde che hanno distribuito i sedimenti lungo la riva. Questo sosterrebbe le ipotesi sull’esistenza di un antico oceano marziano, sostenute per decenni da immagini satellitari e da altri rover.

Lo studio rafforza l’idea che Marte un tempo fosse idrologicamente attivo. I sedimenti trovati indicano la presenza di fiumi che trasportavano materiali nell’oceano, contribuendo alla formazione di spiagge simili a quelle terrestri. Questa scoperta non solo aiuta a ricostruire il passato geologico del pianeta, ma fornisce anche un possibile indizio per la ricerca di tracce di vita passata.

Mappa di Utopia Planitia che mostra il sito di atterraggio del rover Zhurong e quattro possibili antiche coste. Il sito di sbarco si trova a circa 280 km a nord e a circa 500 metri più in basso in altitudine rispetto alle coste a nord. Nella sua traversata, Zhurong ha viaggiato verso sud, verso le antiche coste. Credits: Hai Liu, Università di Guangzhou, Cina
Mappa di Utopia Planitia che mostra il sito di atterraggio del rover Zhurong e quattro possibili antiche coste. Il sito di sbarco si trova a circa 280 km a nord e a circa 500 metri più in basso in altitudine rispetto alle coste a nord. Nella sua traversata, Zhurong ha viaggiato verso sud, verso le antiche coste. Credits: Hai Liu, Università di Guangzhou, Cina

Indizi radar di un antico litorale marziano

Il radar del rover Zhurong ha individuato strati inclinati di sedimenti che corrono paralleli a una presunta linea di costa marziana. Questi depositi non mostrano le caratteristiche tipiche delle dune di sabbia modellate dal vento, comuni su Marte, e nemmeno segni di origine vulcanica o da impatto meteoritico. Invece, la loro disposizione e pendenza ricordano le spiagge terrestri, suggerendo la presenza di un oceano per un periodo prolungato.

Secondo Michael Manga, professore dell’Università di California, Berkeley e coautore dello studio, le strutture osservate da Zhurong sono coerenti con un antico ambiente marino:

Le strutture non sembrano dune di sabbia, né crateri d’impatto o colate laviche. Hanno l’orientamento e la pendenza giusti per supportare l’ipotesi di un oceano che ha accumulato questi sedimenti nel tempo.

Il radar ha anche permesso di stimare la dimensione delle particelle sedimentarie, che corrispondono a quelle della sabbia. Questo suggerisce un continuo movimento dell’acqua, simile a quello osservato nei litorali terrestri. Inoltre, la stratificazione riscontrata è compatibile con la sedimentazione avvenuta su lunghi periodi, indicando un ambiente stabile e non soggetto a rapidi eventi catastrofici.

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Sulla Terra, le maree e i venti oceanici trasportano i sedimenti verso il litorale, dove il sedimento si deposita per formare un deposito di spiaggia con un caratteristico angolo di immersione. Nuove osservazioni indicano che all'inizio della sua storia, Marte aveva un oceano aperto con maree e onde guidate dal vento che depositavano sedimenti sulla spiaggia. Credits: Hai Liu, Università di Guangzhou, Cina
Sulla Terra, le maree e i venti oceanici trasportano i sedimenti verso il litorale, dove il sedimento si deposita per formare un deposito di spiaggia con un caratteristico angolo di immersione. Nuove osservazioni indicano che all’inizio della sua storia, Marte aveva un oceano aperto con maree e onde guidate dal vento che depositavano sedimenti sulla spiaggia. Credits: Hai Liu, Università di Guangzhou, Cina

Un oceano libero dai ghiacci

La presenza di spiagge implica che l’oceano marziano fosse libero dai ghiacci, almeno per un certo periodo della sua esistenza. Questo contrasta con il clima attuale del pianeta, dove le temperature sono troppo basse per mantenere acqua liquida in superficie. Tuttavia, se confermata, questa scoperta indicherebbe che almeno una parte di Marte ha ospitato un sistema idrologico attivo per milioni di anni, creando condizioni favorevoli alla vita.

Hai Liu, scienziato della missione Tianwen-1 e coautore dello studio, sottolinea che l’area di Utopia Planitia è un sito chiave per investigare la presenza di antichi oceani. Studi precedenti avevano suggerito che parte dell’acqua marziana potesse essere evaporata nello spazio o intrappolata sotto la superficie, e i dati di Zhurong potrebbero fornire ulteriori conferme a questa ipotesi.

Questa scoperta si aggiunge ad altre recenti evidenze di antichi ambienti acquatici su Marte. Il rover Curiosity ha rilevato ondulazioni sedimentarie nel cratere Gale, compatibili con la presenza di acqua liquida senza copertura glaciale, mentre Perseverance ha confermato la presenza di un delta fluviale nel cratere Jezero. Tuttavia, queste ricerche riguardano laghi antichi, mentre i dati di Zhurong suggeriscono un ambiente ancora più vasto: un vero e proprio oceano.

I sedimenti marziani scoperti dal rover cinese sono stati preservati sotto circa 10 metri di materiale depositato nel corso dei miliardi di anni successivi da tempeste di polvere, impatti meteoritici e attività vulcanica. Questo ha permesso alla struttura originaria di rimanere intatta, fornendo una finestra unica sul passato idrologico del pianeta.

Le coste marziane potrebbero essere un obiettivo primario per future missioni di esplorazione, poiché gli ambienti costieri sulla Terra sono stati cruciali per l’origine della vita. Se su Marte fosse esistita vita microbica, le spiagge di Utopia Planitia potrebbero essere il luogo giusto per trovarne tracce fossili.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) è reperibile qui.

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Tags: Esplorazione spazialeMarteOceanoroverSistema solareZhurong

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