Secondo quanto riportato da diversi fonti giornalistiche americane, la prima delle quali è il sito Arstechnica, la NASA taglierà circa il 10% dei propri dipendenti il 18 febbraio. Si tratta di una stima di circa 1750 persone, su un totale di circa 18000 dipendenti, divisi fra la sede centrale a Washington e 10 centri specializzati sparsi per gli Stati Uniti.
I tagli all’interno dell’Agenzia riguardano principalmente due categorie. La prima, che coinvolgerà circa 750 persone, è quella di dipendenti che hanno accettato di dimettersi in cambio di un pacchetto di uscita programmata, una modalità che il Governo Americano sta offrendo a migliaia di persone in queste settimane allo scopo di ridurre drasticamente i dipendenti pubblici.
La seconda modalità, che coinvolgerà circa 1000 persone, è quella di licenziare dipendenti in prova o assunti da meno di due anni. Secondo fonti interne, i direttori dei centri NASA hanno ricevuto direttive per preparare piani di riduzione del personale ancora più significativi nei prossimi mesi. L’entità e la natura di questi ulteriori tagli non sono ancora definiti, ma il processo potrebbe dipendere dalle negoziazioni sul budget federale tra il Congresso e la Casa Bianca, la cui prima pubblicazione è attesa per marzo.
Tagli necessari?
Questa incertezza sta generando preoccupazione tra i dipendenti, soprattutto tra coloro che erano stati assunti recentemente con l’obiettivo di portare nuova energia e competenze all’agenzia. Inoltre, questi tagli sono effettuati in un momento di transizione importante per la NASA, che ancora non ha un proprio amministratore. La nomina di Jared Isaacman deve infatti ancora essere approvata dal Senato.
I tagli alla NASA però rientrano in un processo più ampio, che sta interessando quasi tutte le agenzie federali, sotto osservazione da parte del DOGE, il Dipartimento per l’Efficienza Governativa presieduto da Elon Musk.
Questi tagli, che erano comunque attesi, stanno generando sensazioni diverse nel settore spaziale americano. Si affiancano a tagli simili annunciati da diverse aziende spaziali, che vedranno alcuni progetti collegati alla NASA particolarmente ridimensionati, come Boeing e il razzo SLS. L’azienda ha annunciato l’8 febbraio che potrebbe licenziare circa 500 persone in seguito al taglio del programma SLS.











