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Completata la missione NS-29 di Blue Origin. Ha simulato la gravità lunare

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Febbraio 5, 2025
in Blue Origin, News
Il momento del touchdown della capsula del New Shepard durante la missione NS-29 di Blue Origin.

Il momento del touchdown della capsula del New Shepard durante la missione NS-29 di Blue Origin.

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Blue Origin ha completato con successo la missione NS-29 con il razzo suborbitale New Shepard, lanciato il 4 febbraio 2025, alle 17:00 italiane dal Launch Site One in Texas. Questa missione, senza equipaggio, aveva l’obiettivo principale di simulare la gravità lunare per testare tecnologie destinate a future missioni sulla Luna.

Durante il volo, dopo la separazione dal New Shepard la capsula ha iniziato a ruotare a circa 11 giri al minuto, utilizzando il sistema di controllo di reazione (RCS). Questa rotazione ha generato una forza centrifuga equivalente a un sesto della gravità terrestre, replicando così le condizioni di gravità lunare per gli esperimenti a bordo.

La capsula ha raggiunto l’apogeo, il punto più alto del suo volo, dopo circa 7 minuti dalla partenza, per poi iniziare la discesa verso la Terra. Il booster è atterrato con successo poco dopo il lancio, seguito dalla capsula che ha toccato terra circa 10 minuti dopo la partenza, utilizzando i paracadute principali per un atterraggio sicuro. Uno dei tre è stato più lento a gonfiarsi, ma Blue Origin non ha commentato il fatto. Alla fine è comunque riuscito ad aprirsi prima di eseguire un touchdown morbido.

Capsule landing. One of the chutes lagged at deploy. pic.twitter.com/gERwAg45Nr

— NSF – NASASpaceflight.com (@NASASpaceflight) February 4, 2025

I carichi utili di NS-29

La missione NS-29 trasportava 30 carichi utili, di cui 29 all’interno della capsula e uno esterno, forniti da istituzioni come la Purdue University, Honeybee Robotics, il Jet Propulsion Laboratory e il Glenn Research Center. Questi esperimenti miravano a studiare fenomeni come la gestione dei fluidi, la combustione e la formazione di bolle in condizioni di gravità lunare.

Ad esempio, l’esperimento EDL (Electrostatic Dust Lofting), sviluppato dal Kennedy Space Center, ha studiato il comportamento della polvere lunare quando esposta alla luce ultravioletta, mentre FORGE (Fluidic Operations in Reduced Gravity Experiment) del JPL ha esaminato la gestione di liquidi e gas in condizioni di microgravità.

Più della metà dei carichi utili di NS-29 è finanziata dal programma Flight Opportunities della NASA, che serve a organizzare esperimenti scientifici per l’esplorazione lunare Artemis.

Questa missione rappresenta quindi un passo significativo per Blue Origin e per la NASA nella preparazione di future missioni verso la Luna, consentendo di testare e validare tecnologie in un ambiente che simula le condizioni sulla superficie lunare.

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Tags: Blue OriginLancioNew ShepardNS-29

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