• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

10 anni fa il piccolo lander Philae effettuava il primo storico atterraggio su una cometa

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Novembre 12, 2024
in Agenzie Spaziali, Approfondimento, Astronomia e astrofisica, ESA, Esplorazione spaziale, News, Scienza, Sistema solare
La prima immagine rilasciata dall'ESA scattata dal lander Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Mostra una delle gambe del lander sistemata alla base di una scogliera rocciosa della cometa. Credits: ESA/Rosetta/Philae/Civa

La prima immagine rilasciata dall'ESA scattata dal lander Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Mostra una delle gambe del lander sistemata alla base di una scogliera rocciosa della cometa. Credits: ESA/Rosetta/Philae/Civa

Condividi su FacebookTweet

Il 12 novembre 2014, il piccolo lander Philae atterrava sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Lanciato come parte della missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Philae è stato il primo dispositivo a raggiungere e atterrare su una cometa, scrivendo un capitolo fondamentale nell’esplorazione dei piccoli corpi del Sistema Solare.

La missione Rosetta, partita il 2 marzo 2004, il 6 agosto 2014 è entrata in orbita attorno alla cometa, permettendo di studiarne la morfologia, la struttura e il comportamento da distanza ravvicinata. Questo traguardo ha però rappresentato solo l’inizio di un’avventura scientifica incredibile.

Philae, il lander trasportato dalla sonda madre, era programmato per scendere sulla superficie della cometa e compiere esperimenti diretti, raccogliendo dati sulla composizione chimica e fisica del suolo cometario. Nonostante il suo atterraggio non si sia svolto come previsto, Philae ha comunque trasmesso una quantità straordinaria di informazioni scientifiche nel corso del suo periodo di operatività sulla cometa.

Potrebbe interessarti –> 20 anni dalla partenza della missione Rosetta, raccontata da Paolo Ferri

La missione: un’avventura scientifica tra ghiaccio e polvere

Progettato per lavorare in sinergia con la sonda Rosetta, Philae aveva obiettivi scientifici ambiziosi e specifici. Lo studio delle comete rappresenta infatti una chiave di lettura per comprendere il Sistema Solare primordiale e l’origine degli elementi chimici essenziali alla vita.

Render del lander Philae. Credits: ESA/ATG Medialab
Render del lander Philae. Credits: ESA/ATG Medialab

La missione primaria di Philae consisteva nel raccogliere dati diretti dal suolo della cometa, analizzandone la composizione chimica e fisica attraverso strumenti di perforazione, spettrometri e sensori di campo magnetico. Gli scienziati speravano che Philae potesse fornire una conferma diretta dell’esistenza di composti organici complessi sulla cometa 67P, poiché le comete sono ritenute potenziali “capsule del tempo” che racchiudono materiali originari del Sistema Solare.

ANNUNCIO

L’idea alla base della missione era che Philae sarebbe stato in grado di ottenere un campione di materiale incontaminato dalla superficie e dall’interno della cometa, per poi analizzarlo e identificare molecole organiche prebiotiche. Con la presenza di strumenti come COSAC e PTOLEMY, Philae era infatti attrezzato per identificare una vasta gamma di composti organici, inclusi amminoacidi e altre molecole rilevanti per la chimica della vita.

Come avrebbe dovuto svolgersi l’atterraggio

L’atterraggio di Philae rappresentava una sfida tecnica mai tentata prima, resa ancora più complessa dalla bassa gravità della cometa e dalla sua superficie irregolare. Dopo essere stato rilasciato da Rosetta, Philae avrebbe dovuto toccare la superficie della cometa con una velocità controllata, grazie a un sistema di ancoraggio che prevedeva arpioni e viti da roccia.

Immagine di Philae ottenuta dalla camera OSIRIS a bordo di Rosetta dopo la separazione del lander dalla sonda madre. Credits: ESA/Rosetta/MPS, MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Immagine di Philae ottenuta dalla camera OSIRIS a bordo di Rosetta dopo la separazione del lander dalla sonda madre. Credits: ESA/Rosetta/MPS, MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Al momento del contatto, il lander avrebbe dovuto sparare due arpioni per ancorarsi alla superficie, mentre una serie di viti laterali e inferiori avrebbero fornito stabilità aggiuntiva, prevenendo rimbalzi.

Era previsto anche un sistema di spinta a gas che avrebbe dovuto spingere Philae verso il basso per garantire un ancoraggio saldo alla cometa, la cui gravità è circa 100mila volte inferiore a quella terrestre. Questo sistema complesso avrebbe dovuto permettere al lander di operare stabilmente e raccogliere dati senza interruzioni.

Il team di missione aveva scelto un punto di atterraggio noto come Agilkia, sulla “testa” della cometa, selezionato con attenzione per le sue caratteristiche relativamente piatte e illuminate, che avrebbero dovuto garantire sia un contatto sicuro sia l’esposizione ottimale ai raggi solari. L’operazione richiedeva un’accuratezza senza precedenti.

Come è andato in realtà

Al momento dell’atterraggio, i sistemi di ancoraggio di Philae non hanno funzionato come previsto. Gli arpioni non si sono attivati correttamente, impedendo al lander di ancorarsi al suolo, e il sistema di spinta a gas non ha generato la pressione necessaria. Di conseguenza, Philae ha rimbalzato due volte sulla superficie della cometa, perdendo il controllo della traiettoria e atterrando in una posizione inclinata e parzialmente in ombra.

L’atterraggio su Agilkia è avvenuto alle 16:34 italiane del 12 novembre 2014, e la conferma è arrivata a Terra tramite Rosetta 28 minuti più tardi.

Immagini che mostrano il viaggio di Philae durante l'avvicinamento, il primo rimbalzo e il punto di atterraggio, nel corso di 30 minuti. Sono state ottenute dalla camera OSIRIS di Rosetta. Credits: ESA/Rosetta/MPS, MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Immagini che mostrano il viaggio di Philae durante l’avvicinamento, il primo rimbalzo e il punto di atterraggio, nel corso di 30 minuti. Sono state ottenute dalla camera OSIRIS di Rosetta. Credits: ESA/Rosetta/MPS, MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

La posizione ha però rappresentato una sfida per il lander, poiché la mancanza di luce ha limitato l’energia solare disponibile, riducendo il tempo di operatività. Tuttavia, prima che le batterie si esaurissero, Philae è riuscito a completare una serie di esperimenti scientifici e ha inviato i dati raccolti alla sonda Rosetta, che li ha poi trasmessi a Terra.

La sua posizione finale, su un terreno accidentato e in gran parte all’ombra, ha messo a rischio la missione di Philae, ma non ha impedito al lander di fornire un contributo scientifico fondamentale. I dati raccolti durante quelle poche ore operative si sono rivelati preziosi, aprendo una finestra unica sulla superficie della cometa e fornendo nuove informazioni sulla composizione del suolo cometario.

Alla ricerca di Philae

Dopo il caotico atterraggio e il rimbalzo sulla superficie della cometa 67P, Philae è rimasto fuori dalla visuale della sonda madre Rosetta. Durante il suo atterraggio, Philae aveva fornito informazioni sul sito in cui si trovava, ma senza una chiara visuale della sua posizione, le stime erano imprecise.

Nei mesi successivi, Rosetta ha compiuto una serie di passaggi ravvicinati, utilizzando la propria fotocamera OSIRIS per scandagliare dettagliatamente la superficie della cometa. Philae comunicò sporadicamente con Rosetta fino al 9 luglio 2015, ma il contatto fu poi perso. La posizione del lander era nota entro poche decine di metri ma non poteva essere vista.

Dopo una lunga ricerca, la posizione esatta di Philae è stata finalmente identificata il 2 settembre 2016, quando Rosetta è riuscita a catturare un’immagine del lander incastrato in una fessura tra rocce. Questa individuazione ha finalmente permesso agli scienziati di confermare le condizioni di Philae e comprendere meglio i dati che il lander aveva inviato nei suoi momenti operativi.

Il lander Philae è stato identificato nelle immagini della camera OSIRIS di Rosetta scattate il 2 settembre 2016 da una distanza di 2.7 km. La scala dell'immagine è di circa 5 cm/pixel. Il corpo di Philae, largo 1 m, e due delle sue tre gambe possono essere visti incastrati tra le rocce. Credits: ESA/Rosetta/MPS, MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA
Il lander Philae è stato identificato nelle immagini della camera OSIRIS di Rosetta scattate il 2 settembre 2016 da una distanza di 2.7 km. La scala dell’immagine è di circa 5 cm/pixel. Il corpo di Philae, largo 1 m, e due delle sue tre gambe possono essere visti incastrati tra le rocce. Credits: ESA/Rosetta/MPS, MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Uno sguardo ravvicinato sulla composizione della cometa

Nonostante le limitazioni, Philae ha compiuto una serie di analisi scientifiche significative. Il trapano SD2 ha è riuscito a perforare 0.25 metri nel ghiaccio per l’analisi, mentre strumenti come il COSAC e PTOLEMY hanno analizzato la composizione chimica e molecolare dell’ambiente circostante.

In particolare, COSAC è riuscito a identificare sedici composti organici, alcuni dei quali mai osservati prima su una cometa, inclusi composti legati agli amminoacidi, molecole fondamentali per la chimica prebiotica.

Philae ha anche utilizzato strumenti come ROMAP, che ha misurato i campi magnetici, e SESAME, che ha rilevato le proprietà fisiche della superficie, fornendo una visione multidimensionale del sito di atterraggio. I dati hanno indicato che la superficie di 67P è composta da una combinazione di ghiaccio e polveri organiche, confermando la complessità della sua composizione.

Il 28 ottobre 2020, è stato annunciato che Philae aveva scoperto, tra le altre cose, “ghiaccio primitivo a bassa resistenza all’interno di massi cometari”, cosa che includeva anche ghiaccio d’acqua primitivo dalla formazione stimata della cometa 4.5 miliardi di anni prima.

L’eredità scientifica di Philae

Nonostante la breve durata dell’operatività di Philae, i dati raccolti hanno avuto un impatto scientifico duraturo. Le sue scoperte hanno contribuito a nuove ipotesi sull’origine delle comete e sulla presenza di molecole organiche nel Sistema Solare primitivo.

Gli studi effettuati da Philae e Rosetta hanno infatti supportato la teoria che le comete possano aver trasportato composti prebiotici sulla Terra, contribuendo all’evoluzione della vita. Inoltre, la missione ha segnato un importante progresso tecnologico, fornendo indicazioni sulle tecniche di atterraggio su corpi a bassa gravità e sulle modalità di esplorazione di oggetti con superfici irregolari e poco illuminate.

L’eredità di Philae continua a influenzare la progettazione delle future missioni, che prevedono l’atterraggio e l’esplorazione di asteroidi e altre comete. Insieme a Rosetta, Philae ha aperto nuove strade nella scienza planetaria e ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’esplorazione spaziale.

Per saperne di più sulla missione Rosetta, ti consigliamo il libro “Il cacciatore di comete” di Paolo Ferri, direttore del team di controllo missione. Lo trovi qui.

Capitol Building

Vuoi tenerti aggiornato su tutte le ultime notizie
sullo spazio e la sua esplorazione?

Agli iscritti a ORBIT ogni settimana inviamo due newsletter: il venerdì la Astro Newsletter, che tratta le notizie di esplorazione scientifica dello spazio, astronomia e astrofisica, e il sabato la Space Newsletter, che tratta di space economy, lunar economy ed esplorazione umana dello spazio.



© 2024 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: 67P/Churyumov-GerasimenkoCometaESAEsplorazione spazialeLanderPhilaeRosetta

Potrebbe interessarti anche questo:

I satelliti della missione Proba-3 posizionati in una configurazione tale da ricreare un'eclissi solare artificiale, per lo studio della corona del Sole. Credits: ESA-P. Carril

L’ESA ha perso i contatti con uno dei satelliti della missione Proba-3

Marzo 6, 2026
Foto di Marte e della sua atmosfera dall'orbita catturata dalla missione Mars Express dell'ESA nel 2016. Credits: ESA/DLR/FU Berlin/Justin Cowart

Due sonde europee hanno mostrato gli effetti di una forte tempesta solare sull’atmosfera di Marte

Marzo 5, 2026
Marte visto nell'ultravioletto dalla sonda MAVEN della NASA nel 2023. Credits: NASA/LASP/CU Boulder

Osservati dall’orbita marziana dei segnali compatibili con la presenza di fulmini su Marte

Marzo 3, 2026
Test dinamici sul sistema di protezione termica dello Space Rider. Credits: CIRA

Qualificato il sistema di protezione termica per il rientro dello Space Rider

Febbraio 24, 2026
Render di un concept di rifugio sicuro sulla Luna, nell'ambito del programma Lunar Remote Camp dell'ESA. Credits: SAGA Space Architects

L’ESA ha avviato due studi preliminari per un habitat protetto sulla Luna

Febbraio 23, 2026
Panorama ottenuto dal rover Perseverance, composto da 5 coppie stereo di immagini di telecamere di navigazione che il rover ha abbinato alle immagini orbitali per individuare la sua posizione il 2 febbraio 2026, utilizzando una tecnologia chiamata Mars Global Localization. Credits: NASA/JPL-Caltech

Il rover Perseverance ora sa con precisione dove si trova su Marte, senza un aiuto dalla Terra

Febbraio 19, 2026
Attualmente in riproduzione

La STORIA COMPLETA dell'atterraggio su TITANO: mai l'Umanità è andata così lontano

La STORIA COMPLETA dell'atterraggio su TITANO: mai l'Umanità è andata così lontano

00:17:21

Nuove missioni, flyby e cosa succederà nel Sistema Solare nel 2026!

00:15:40

Ecco le cose più interessanti da aspettare nella space economy del 2026

00:11:49

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Come funziona un razzo a propulsione termica nucleare?

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

La guida completa alla scelta di un telescopio - Live speciale

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

[Rinviato] Il 7 marzo si parte per la Luna (?). Aggiornamenti sul WDR e sui prossimi step

00:09:19

I più letti

  • I satelliti della missione Proba-3 posizionati in una configurazione tale da ricreare un'eclissi solare artificiale, per lo studio della corona del Sole. Credits: ESA-P. Carril

    L’ESA ha perso i contatti con uno dei satelliti della missione Proba-3

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco finalmente la Ship 39, la prima V3. I progressi di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Artemis III non sarà più la missione del ritorno dell’Umanità sulla Luna

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Il 3 marzo ci sarà un’eclissi totale di Luna. Ecco dove e come osservarla

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Simulazione della collisione di due buchi neri che produce onde gravitazionali. Credits: Simulating eXtreme Spacetimes (SXS) project

Dieci anni dall’annuncio del primo rilevamento diretto delle onde gravitazionali

Febbraio 11, 2026
Le prime immagini del satellite CSG-FM3 della costellazione COSMO-SkyMed. A sinistra, Roma; al centro, Vancouver; a destra, il fiume Padma in Bangladesh. Credits: ASI

Quanto sono importanti le prime immagini del quinto satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed?

Gennaio 23, 2026

La giornata nazionale dello spazio e il ricordo del primo satellite italiano, il San Marco 1

Dicembre 16, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162