• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Ecco come SpaceX intende proteggere il pad per il primo lancio di Starship

Damiano Faro di Damiano Faro
Aprile 15, 2023
in News, Space economy, SpaceX
La Starship completa fotografata il 10 febbraio. Credits: SpaceX

La Starship completa fotografata il 10 febbraio. Credits: SpaceX

Condividi su FacebookTweet

Il primo lancio nello spazio di Starship si avvicina e uno dei più grandi interrogativi è se il pad orbitale resisterà o meno alla potenza di 33 motori Raptor alla massima (o quasi) spinta.

Una prima impressione su quanto i motori del Booster possano avere un impatto sulla struttura del pad e le varie componenti, la si è ottenuta con lo static fire a 31 motori (previsto inizialmente con 33, ma uno è stato spento intenzionalmente prima del test, l’altro non si è avviato) avvenuto qualche mese fa. Le conseguenze su tutta la struttura dell’OLP (Orbital Launch Platform), seppur i motori abbiano operato al 50% della spinta possibile, sono state contenute.

Il 17 aprile quindi, seguiremo insieme a uno degli eventi spaziali più importanti degli ultimi anni. Starship sarà il mezzo con cui l’essere umano farà ritorno sulla Luna, per puntare poi a Marte. Seguiremo insieme questo momento storico in una live speciale, sui canali YouTube e Facebook di Astrospace.it. Per tutti gli aggiornamenti vi aspettiamo sul canale Telegram. 

Flame deflector e flame trench

Durante il decollo, il calore, le vibrazioni e la pressione generati dai motori del primo stadio, sarebbero capaci di distruggere sia le infrastrutture di terra che il razzo stesso. Per risolvere il problema del calore e della pressione dovuti ai gas in uscita dagli ugelli di un razzo, vengono solitamente usati i deflettori di fiamma (flame deflector), posti subito sotto il razzo in partenza.

Il deflettore, di solito a forma concava, reindirizza le fiamme lontano dalla rampa di lancio e dal razzo verso i flame trench. Questi sono dei canali lunghi e profondi che si estendono ben oltre la lunghezza del pad di lancio. I gas caldi corrono quindi orizzontalmente fin quando, a una distanza di sicurezza, fuoriescono da uscite da cui espandersi e disperdersi.

Un esempio di un flame trench del lanciatore Soyuz a Baikonur.
Un esempio di un flame trench del lanciatore Soyuz a Baikonur.

Un sistema del genere è quasi indispensabile per una piattaforma di lancio orbitale, quindi la domanda sorge spontanea: perché a Starbase non è stato costruito un flame deflector?

Musk inizialmente disse che non ce ne fosse bisogno, per poi cambiare idea e affermare che la mancanza di un flame deflector avrebbe potuto rappresentare un grave errore nella progettazione del pad di lancio a Starbase.



Il motivo principale per cui non si è costruito un flame deflector risiede nella morfologia del territorio di Boca Chica. Starbase è situata in una zona paludosa vicino all’oceano, per cui scavare per costruire dei canali dove deviare i gas di scarico di Starship avrebbe comportato la costruzione di una o più dighe per evitare l’efflusso dell’acqua verso il pad.

Di conseguenza, si sarebbe dovuta creare una collina artificiale dove poi posizionare il pad e sotto la quale scavare gli appositi flame trench, come in molti altri pad. Un lavoro troppo lungo per i piani di SpaceX a Starbase. Costruire un sistema del genere non è una cosa scontata e sempre fattibile: farlo ora significherebbe dover ridisegnare e ricostruire da zero l’intera zona di lancio di Starbase. Osservare come si comporterà il pad durante il primo volo orbitale sarà quindi una priorità per SpaceX, sperando che i danni non siano troppi.

Foto emblematica di come la zona paludosa di Starbase renda difficile creare delle modifiche.
Foto emblematica di come la zona paludosa di Starbase renda difficile creare delle modifiche.

Water Deluge System

Un altro sistema per proteggere un pad di lancio è quello di usare un water deluge, cioè una vera e propria inondazione del pad con grandi portate d’acqua. Lo scopo principale è quello ridurre i danni causati dal calore delle fiamme del razzo e sopprimere quanto più possibile il rumore, che può raggiungere livelli di oltre 200 decibel (per avere un confronto, il rumore di un aereo al decollo raggiunge livelli tra i 120 e i 150 decibel).

I getti d’acqua del water deluge system sono in grado di assorbire e sopprimere in gran parte l’effetto dell’onda d’urto. Il sistema di soppressione del suono può arrivare a ridurre il livello del rumore da 200 decibel fino ai più gestibili e meno dannosi 142 decibel. Inoltre, il water deluge system serve anche a ridurre il calore e a prevenire incendi al pad di lancio.

I motori di un razzo generano temperature fino a 2800°C, in grado di fondere gran parte dei materiali, danneggiando il pad. Le rampe di lancio fanno quindi affidamento al grande volume di acqua per ridurre il calore e proteggere le strutture.

In basso e in alto a destra due render non ufficiali di come potrebbe essere il Water Delogue di Starbase. In alto a destra il sistema al Kennedy Space Center.
In basso e in alto a destra due render non ufficiali di come potrebbe essere il Water Deluge di Starbase. In alto a destra il sistema al Kennedy Space Center.

A Starbase è già presente un sistema più piccolo, chiamato Firex, dedicato alla gestione di eventuali incendi sotto il pad, con le tubazioni che percorrono tutto l’OLM. Firex sfrutta una miscela di acqua e azoto gassoso, in questo modo si privano le fiamme dell’ossigeno che le alimenta. Inoltre, si evita anche l’accumulo di ossigeno e metano, evitando di creare un mix esplosivo nella zona del pad facilmente innescabile. Firex si è già visto all’opera prima di molti static fire. Presto, però, arriverà il vero e proprio water deluge system, alla quale gli operai a Starbase hanno lavorato in preparazione del primo lancio nello spazio.

La struttura principale, che è già stata installata al pad 39A qualche mese fa, è costituita da un grande esagono centrale interrato che circonda l’OLM. Nei 6 lati della struttura vi sono i tubi che risalgono in superficie puntando verso le zone di fuoriuscita dell’acqua. In questo caso, quindi, la zona di lancio verrebbe inondata dal basso con l’acqua, che verrà spruzzata attraverso delle piattaforme posizionate attorno al pad.

In un water deluge system l’acqua verrebbe prelevata da una cisterna posta in cima a una torre. Il sistema deve fornire una grande quantità di acqua in un tempo piuttosto breve. In questo modo si sfrutta la forza di gravità e la pressione idrostatica per trasferire l’acqua velocemente verso il water deluge.



SpaceX potrebbe sfruttare le due cisterne d’acqua presenti già nella tank farm, ma per le quantità richieste dal water deluge system queste potrebbero non essere sufficienti. È probabile che l’azienda di Musk abbia, nei suoi piani futuri, intenzione di costruire una torre per l’acqua vicino al pad di lancio. Momentaneamente, una soluzione per poter utilizzare le attuali cisterne presenti potrebbe essere quella di iniettare continuamente all’interno azoto per pressurizzare le tank e “spingere” l’acqua con la pressione necessaria.

In ogni caso, ricordiamo che Starbase è un sito di test, ed è in continua evoluzione. È normale che alcune cose siano state pensate e costruite in un modo per poi essere cambiate in corso d’opera o totalmente ricostruite. Una volta appreso però come far funzionare al meglio tutto, l’azienda di Musk sta riportando tutte le varie migliorie progettistiche e costruttive dello Stage Zero, l’insieme delle varie infrastrutture di terra per poter permettere un lancio di Starship, al pad 39A del Kennedy Space Center.

Le protezioni fisiche

È probabile che per il primo lancio il water deluge system non sarà ancora completato. SpaceX ha comunque dovuto pensare a come proteggere meglio le varie infrastrutture del pad e del sito di lancio. Nelle ultime settimane, dopo lo static fire test del Booster 7, l’OLM (Orbital Launch Mount) è stato ricoperto completamente con protezioni in acciaio per evitare danni alle componenti interne del pad.

super heavy static fire
Static fire test del 19 settembre 2022

Il calore generato dai motori Raptor potrebbe però danneggiare irreparabilmente queste piastre. SpaceX ha quindi in programma di aggiungere un sistema di raffreddamento ad acqua per proteggere lo scudo del pad di lancio. Infatti, è stato lasciato dello spazio interno tra le piastre in cui far passare delle tubature per l’acqua.

In questo modo, come affermato dallo stesso Musk, si potrebbe ottenere la completa riutilizzabilità delle piastre d’acciaio. Allo stesso modo, anche i pilastri del pad sono stati ricoperti da piastre simili. Per il futuro, sono previste delle protezioni anche per tutta la torre di lancio, che quindi verrà interamente rivestita da lastre metalliche.

Le schermature che proteggono il pad orbitale di Starbase.
Le schermature che proteggono il pad orbitale di Starbase.

Per quanto riguarda i sistemi di rifornimento che sono strettamente collegati al Booster e alla Starship, vi sono due meccanismi differenti. Il QD (Quick Disconnect) del Booster, subito dopo il distacco dal primo stadio, viene protetto da uno scudo metallico azionato da un sistema meccanico.

Un movimento simile a quello della testa di una tartaruga che si protegge all’interno del proprio guscio. Allo stesso modo, il QD si ritrae e viene protetto da una piastra metallica. Nel seguente video è mostrata una separazione di test del QD del booster, effettuata qualche mese fa a Starbase.

Booster Quick Disconnect has conducted a retraction test at the speed of a T-0 QD release.https://t.co/e3xbqPnwZ5 pic.twitter.com/TG7RQ7Y6L3

— Chris Bergin – NSF (@NASASpaceflight) February 17, 2023

Diversamente, il QDA (Quick Disconnect Arm) della Ship, essendo un vero e proprio braccio, non ha bisogno di una protezione vera e propria, dal momento che quando avviene il distacco ha abbastanza tempo per allontanarsi con un movimento rotatorio attorno alla torre di lancio.

Non sono solo le strutture del pad a dover essere protette, ma anche le varie infrastrutture che lo circondano, come la tank farm e le varie tubazioni. I detriti scagliati in aria dai motori potrebbero andare a danneggiare anche i serbatoi più lontani, come capitato duranti alcuni static fire o alcune esplosioni improvvise.

Per evitare ciò, SpaceX ha costruito un argine artificiale, a scudo della farm sia dai detriti che dai gas di scarico. Ultimamente è stato rialzato con dei prolungamenti che dovrebbero deviare la nube oltre la tank farm, evitando che questa venga attraversata con il rischio di danni. Inoltre, è stato anche costruito un gradino in cemento ai piedi dell’argine per facilitare la deviazione del flusso della nube di polvere a destra o a sinistra della tank farm.

Argine artificiale che protegge la Tank Farm di Starbase.
Argine artificiale che protegge la Tank Farm di Starbase.

Persino i motori stessi del Booster sono protetti dalla loro stessa potenza e dai possibili detriti. Sono installate delle protezioni in acciaio tra un motore e l’altro per evitare danni alle pompe di ogni motore e incidenti come quello avvenuto a SN8 durante uno static fire. In quell’occasione, un detrito di martyte, il materiale che ricopre il cemento sotto al pad, ha tagliato un cavo di connessione dell’avionica, causando il malfunzionamento del motore.

Il problema del cemento

L’incidente a SN8 e i successivi static fire a più motori dei vari prototipi di Booster hanno evidenziato un altro problema non indifferente: il cemento sotto al pad non resiste alla grande spinta dei Raptor. Durante un test a 14 motori del Booster 7, subito dopo l’accensione, l’intera area di test è stata tempestata da una pioggia di detriti di cemento caldo, scagliati anche a decine di metri di distanza dal pad.

Per risolvere questo problema SpaceX ha iniziato a fare affidamento ad uno speciale tipo di cemento chiamato “Fondag RS”. Questo è un tipo di materiale utilizzato per applicazioni industriali che richiedono particolari resistenze a calore, pressione e agenti chimici, tutto ciò che un razzo spaziale produce. In particolare, il Fondag RS è capace di resistere a temperature fino a 1100°C. Queste caratteristiche permettono a SpaceX di non dover quindi sostituire il rivestimento in cemento sotto il pad dopo ogni static fire, dal momento che il Fondag supporta le sollecitazioni causate dalla spinta dei motori Raptor 2.

Scopri Astrospace Shop!

Visita il nostro shop per trovare prodotti esclusivi dedicati al lancio di Starship

Visita il nostro shop

Tags: Padprimo voloSpaceXStarbaseStarship

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico del Mobile Cargo System di ispace da installare all'interno di Starship per portare carichi sulla Luna. Credits: ispace

ispace userà Starship per trasportare carichi sulla Luna a partire dal 2030

Luglio 8, 2026
transporter SpaceX

SpaceX porta in orbita 81 satelliti, tra cui un ION dell’italiana D-Orbit

Luglio 7, 2026
i progressi di starship

Preparativi per i voli 13 e 14. I progressi di Starship

Luglio 5, 2026
falcon heavy booster

Rideshare di SpaceX in esaurimento, il settore teme la scarsità di lanci

Giugno 27, 2026
starfall

SpaceX ha lanciato la prima missione dimostrativa del progetto Starfall

Giugno 23, 2026
Il lancio di un Falcon 9 il 17 giugno 2026 con a bordo i satelliti BlueBird 8, 9, 10 di AST SpaceMobile.

SpaceX porta in orbita tre satelliti della concorrente AST Space Mobile

Giugno 17, 2026
Attualmente in riproduzione

Luca Parmitano ci spiega Artemis III: Tutto quello che devi sapere

Luca Parmitano ci spiega Artemis III: Tutto quello che devi sapere

00:19:28

SpaceX si quota in Borsa! Cosa succederà davvero? Tutto quello che devi sapere!

00:28:57

L'esplosione del New Glenn cambia tutto? Cosa succede al Programma Artemis?

00:16:10

STARSHIP V3 sta arrivando! Ecco tutti i miglioramenti e modifiche rispetto alla V2

00:25:34

Le polemiche, la scienza e gli astronauti di Artemis II: Tutto quello che devi sapere parte 2

00:21:57

ARTEMIS II: Tutto quello che devi sapere sul viaggio verso la Luna: parte 1

00:26:06

Una nuova base lunare per il programma Artemis al posto del Lunar Gateway

00:12:37

La STORIA COMPLETA dell'atterraggio su TITANO: mai l'Umanità è andata così lontano

00:17:21

Nuove missioni, flyby e cosa succederà nel Sistema Solare nel 2026!

00:15:40

Ecco le cose più interessanti da aspettare nella space economy del 2026

00:11:49

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Siamo pronti per i RAZZI NUCLEARI? (Il futuro oltre Starship)

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

Come scegliere il tuo PRIMO Telescopio (Senza sbagliare)

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

[Rinviato] Il 7 marzo si parte per la Luna (?). Aggiornamenti sul WDR e sui prossimi step

00:09:19

Artemis II: Cos'è successo il quarto giorno di missione?

01:11:13

La Cina ha recuperato un razzo orbitale con una rete! La spiegazione completa.

00:15:58
ANNUNCIO

I più letti

  • La prima foto dell'asteroide Kamo'oalewa condivisa dalla Cina, scattata dalla missione Tianwen-2 a una distanza di 20 km. Credits: CNSA

    La missione cinese Tianwen-2 ha raggiunto l’asteroide Kamoʻoalewa

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La sonda New Horizons della NASA si è risvegliata dopo quasi un anno di ibernazione

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La missione Hayabusa2 sta per compiere uno dei sorvoli più ravvicinati mai tentati su un asteroide

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Presentato ROSAIA, un sistema robotico italiano per la manutenzione dei satelliti in orbita

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

La nube molecolare LDN 10 appare come una vasta struttura scura che interrompe la luce proveniente dalle decine di milioni di stelle del bulge galattico. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT

Tre anni dal lancio del telescopio europeo Euclid, che continua a sorprenderci

Luglio 1, 2026
La prima Starship V3 completamente assemblata sul pad 2 a Starbase. Credits: SpaceX

Dove, quando e perché seguire il dodicesimo volo di Starship

Maggio 22, 2026
La capsula Orion "Integrity" di Artemis II nello spazio il 7 aprile 2026. Credits: NASA

Ecco quando, dove e perché seguire il rientro sulla Terra di Artemis II

Aprile 9, 2026


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162