• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Il fenomeno del plasma lensing studiato in una vedova nera

Utilizzando il radiotelescopio FAST un gruppo di ricercatori dell'Accademia Cinese delle Scienze ha scoperto il fenomeno del "plasma lensing", effetto di lente gravitazionale generato dal gas ionizzato. La sede della scoperta è un sistema binario caratterizzato da una vedova nera, una stella pulsar che sta interamente divorando la compagna binaria più piccola.

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Gennaio 6, 2022
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Pulsar

Rappresentazione artistica di una pulsar "vedova nera" che fagocita la sua compagna binaria. Credits: NASA's Goddard Space Flight Center

Condividi su FacebookTweet

Il cielo non è popolato solo da astri luminosi, ma anche da mostri celesti che cannibalizzano compagni binari. Uno di essi è la vedova nera: proprio come l’aracnide da cui prende il nome, questo tipo di stella di neutroni si muove velocissima eseguendo un’orbita completa in un millisecondo e strappando la materia a una stella binaria più piccola. Sono oggetti tanto affascinanti quanto difficili da individuare e da studiare.

Uno studio recente di un gruppo di ricercatori guidato dal dottor Wang Shuangqiang dell’Osservatorio Astronomico di Xinjiang (XAO) dell’Accademia cinese delle scienze, ha preso in considerazione la vedova nera PSR J1720- 0533. Essa fa parte di un sistema stellare scoperto dalla Commensal Radio Astronommy Fast Survey (Crafts). Osservandola con FAST, il più grande radiotelescopio a disco singolo al mondo, durante le eclissi rispetto alla compagna binaria, gli scienziati hanno scoperto il fenomeno del plasma lensing, un effetto simile alla lente gravitazionale causato dalla presenza di materia calda durante il “pranzo” della vedova nera che cannibalizza la sua compagna binaria.



Sistemi stellari con vedova nera: perché studiarli?

I sistemi stellari caratterizzati dalla presenza di una vedova nera, definiti black widow pulsar in inglese, sono particolarmente interessanti da studiare. Infatti le emissioni luminose periodiche, detti pulses, impulsi, corrispondono ai momenti in cui c’è trasferimento di massa dalla stella più piccola alla vorace vedova nera. Si tratta di modulazioni quasi periodiche che nel caso di PSR J1720- 0533 sono di circa 22 secondi.

Pulsar sistema binario
Rappresentazione artisstica di una pulsar in rapida rotazione in un sistema binario. Una stella compagna è distorta dall’enorme gravità della pulsar ed evapora inesorabilmente. Credits: Knispel/Clark/Max Planck Institute for Gravitational Physics/NASA GSFC

Il plasma lensing: simile ma non uguale alla lente gravitazionale

In una black widow pulsar la materia strappata dalla superficie della stella più piccola eclissa il segnale radio quando la compagna passa davanti alla pulsar nella sua orbita. I ricercatori ipotizzano che le modulazioni prodotte siano dovute al fenomeno di plasma lensing, una “lente al plasma”. Simile alle lenti gravitazionali, ma non propriamente uguale.

Una lente gravitazionale tradizionale è costituita da una certa distribuzione di massa che devia la luce proveniente da una sorgente lontana, ne deforma il percorso e quindi spesso impedisce agli osservatori sulla Terra di vedere direttamente la sorgente. Altre volte, invece, ne osserviamo immagini moltiplicate.

Una lente al plasma si basa sullo stesso meccanismo, ma alcuni aspetti sono leggermente diversi. Innanzitutto il responsabile del lensing sarebbe il plasma, ovvero la materia calda strappata dalla pulsar vedova nera alla stella più piccola e ora presente nel mezzo interstellare. Inoltre, questo plasma provocherebbe una dispersione delle onde radio provenienti dalla sorgente. La dispersione è un ritardo del tempo di arrivo dei singoli impulsi della pulsar a diverse frequenze, qualcosa che non si osserva con le normali lenti gravitazionali. Tenendo conto di questo fattore e misurando altri parametri è possibile settare il radiotelescopio per osservare direttamente la sorgente.

Plasma lensing
Schema semplificato del fenomeno del plasma lensing, dalla radiazione radio proveniente dalla pulsar PSR (a sinistra) fino a ciò che è possibile rivelare con un radiotelescopio da Terra (a destra). Credits: Xinzhong Er, SWIFAR, Yunnan Univ.

Nel caso di PSR J1720- 0533, analizzando il comportamento della luce nel corso dell’eclissi i ricercatori hanno concluso che l’ingrandimento massimo dato dal fenomeno è pari a 1.6. Ciò corrisponde a una dimensione della lente di decine di chilometri.

La polarizzazione indica un intenso campo magnetico

Nell’osservare PSR J1720- 0533 i ricercatori hanno notato che un massimo di emissione luminosa del sistema è stato simultaneo a un’eclissi. Questo ha consentito misurazioni precise delle variazioni di densità di flusso, della dispersione e della polarizzazione.

In particolar modo, esaminando i profili di polarizzazione in corrispondenza dell’eclissi di PSR J1720-0533 gli scienziati hanno scoperto che la polarizzazione lineare scompare prima che la misurazione della dispersione mostri cambiamenti significativi. Questo fornisce una forte evidenza della presenza di un campo magnetico significativo nella stella compagna. Campo magnetico che probabilmente, ma questo sarà confermato da studi futuri, gioca un ruolo particolarmente importante durante l’eclissi della vedova nera.

plasma lensing
Il pannello superiore mostra l’intensità totale dell’emissione di impulsi. L’amplificazione della luminosità della pulsar in ingresso e in uscita è mostrata nei pannelli centrale sinistro e centrale destro. I pannelli inferiori indicano invece le variazioni di densità del flusso di impulsi in prossimità dell’eclissi. Credits: Xao

La vedova nera distrugge la compagna entro mille anni

Secondo le stime degli scienziati, il tasso di perdita di massa indotto dalla vedova nera PSR J1720-0533 sulla compagna binaria sarebbe di circa 10-12 masse solari all’anno. Questo significa che mediamente tale stella verrebbe completamente distrutta entro 1010 anni. Un risultato sorprendente, che invita a studiare altri sistemi simili a questo. Innanzitutto per poter conoscere meglio il fenomeno del plasma lensing; e in secondo luogo, per poter comprendere il comportamento fuori dagli schemi di compatti ma voraci mostri celesti come le vedove nere.

Lo studio completo, pubblicato su The Astrophysical Journal, è disponibile qui.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook, sul nostro canale Youtube e ovviamente anche su Instagram. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: Lente gravitazionaleplasma lensingsistema binariostellaStellevedova nera

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico dell'esopianeta 29 Cygni b, con una massa 15 volte quella di Giove. Credits: NASA, ESA, CSA, Joseph Olmsted (STScI)

Il James Webb ha osservato 29 Cygni b, che mette in discussione il confine tra pianeti e stelle

Aprile 15, 2026
Stelle nella debole galassia nana Pictor II, dove si trova PicII-503, una stella di seconda generazione carente di ferro. Credits: CTIO/NOIRLab/DOE/NSF/AURA

Scoperta una rara stella di seconda generazione, una delle più primitive mai osservate

Marzo 19, 2026
Nel cerchio, la giovane protostella EC 53, nella nebulosa Serpente, in un'immagine nel vicino infrarosso della NIRCam del James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Klaus Pontoppidan (NASA-JPL), Joel Green (STScI)

Il James Webb ha rivelato dove e come si formano i cristalli nei dischi protoplanetari di stelle giovani

Gennaio 22, 2026
Immagine infrarossa della galassia NGC 4490 ripresa da JWST, con la sorgente LRN AT 2011kp evidenziata, visibile in rosso per l’emissione della polvere prodotta dalla fusione stellare. Credits: A. Reguitti, A. Adamo/NASA/ESA/CSA

Scoperto con il James Webb cosa resta dalla fusione di due stelle

Gennaio 20, 2026
Immagine del Very Large Telescope della stella morta RXJ0528+2838, circondata da un'onda d'urto che gli scienziati non riescono a spiegare. Credits: ESO/K. Iłkiewicz and S. Scaringi et al., sfondo: PanSTARRS

Scoperta attorno a una stella morta un’onda d’urto che non dovrebbe esserci

Gennaio 12, 2026
Render artistico che mostra la supergigante rossa Betelgeuse e una stella compagna in orbita. La compagna genera una densa scia di gas che si espande verso l'esterno. Credits: NASA, ESA, Elizabeth Wheatley (STScI)

Nuove osservazioni potrebbero confermare la presenza di Siwarha, compagna di Betelgeuse

Gennaio 7, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Il terzo volo di New Glenn, il 19 aprile 2026.

    Fallito il terzo lancio del New Glenn di Blue Origin. Recuperato per la seconda volta il primo stadio

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La NASA ha spento lo strumento LECP sulla sonda Voyager 1 per risparmiare energia

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Il James Webb ha osservato 29 Cygni b, che mette in discussione il confine tra pianeti e stelle

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La NASA ha approvato il supporto alla missione Rosalind Franklin: lancio con Falcon Heavy nel 2028

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

La capsula Orion "Integrity" di Artemis II nello spazio il 7 aprile 2026. Credits: NASA

Ecco quando, dove e perché seguire il rientro sulla Terra di Artemis II

Aprile 9, 2026
Lo Space Launch System e la Luna piena al Kennedy Space Center. Credits: NASA/Sam Lott

Ecco quando, dove e soprattutto perché seguire il lancio di Artemis II

Marzo 31, 2026
SLS sulla rampa di lancio a gennaio 2026. Credits: NASA/Brandon Hancock

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla missione Artemis II

Marzo 31, 2026


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162