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La NASA ha deciso. Le tute delle missioni Artemis saranno costruite anche da privati

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Ottobre 3, 2021
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, Luna, NASA, News, Space economy
Un render di un astronauta con una tuta di nuova generazione sulla Luna. Credits: NASA.

Un render di un astronauta con una tuta di nuova generazione sulla Luna. Credits: NASA.

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Le tute spaziali di nuova generazione sono uno dei grandi progetti in cantiere alla NASA da più tempo. Da più di un decennio si sta lavorando a progetti per aggiornare le attuali tute EVA, disegnate durante il programma Shuttle sulla base di quelle delle missioni Apollo. Ora il settore spaziale americano necessita più che mai di nuove tute, sia per le attività extraveicolari sulla ISS, ma sopratutto per l’esplorazione lunare. La NASA sta lavorando al progetto, ma è particolarmente in ritardo, tanto che una recente analisi dell’Office of Inspector General (OIG) ha comunicato che potrebbero non essere pronte nemmeno prima del 2025. Ora, dopo circa un anno di studio, l’Agenzia ha deciso di aprire un nuovo contratto per chiedere al settore spaziale privato di sviluppare queste tute e i servizi collegati. 

Innanzitutto la NASA fa notare che l’attuale progetto di sviluppo delle nuove tute, chiamate xEMU (Exploration Extravehicular Mobility Units) non si fermerà. Queste sono in sviluppo dal 2017 al Johnson Space Center. Lo sviluppo in parallelo di due tute è sicuramente più dispendioso, ma il progetto della NASA è ormai avviato e in questo modo verranno ridotti al minimo i rischi di trovarsi completamente senza tute nel caso l’industria privata non dovesse essere all’altezza. 

Le tre diverse tute spaziali in progettazione dalla NASA negli ultimi 15 anni. Credits: NASA.
Le tre diverse tute spaziali in progettazione dalla NASA negli ultimi 15 anni. Credits: NASA.

Un nuovo contratto per costruire un’economia lunare

Ormai la strategia economica di esplorazione lunare della NASA è chiara, ed è quella di replicare quanto fatto nell’orbita terrestre bassa attraverso molteplici partnership pubblico-private. Il primo passaggio è stato sicuramente la creazione del programma CLPS, con il quale la NASA finanzia diversi lander commerciali in grado di trasportare sulla Luna gli esperimenti dell’Agenzia. Poi è nato il programma HLS, con il quale la NASA finanzia il lander per scendere e salire dall’orbita lunare alla superficie. Ora è arrivato anche il programma per la costruzione e gestione delle tute lunari.

Ora è stata aperta una request for proposal (RFP), attraverso la quale aziende di tutti i settori potranno avanzare le loro proposte. Questa si concluderà il 1 dicembre. Poi la NASA valuterà tutte le proposte, analizzandole ed eventualmente chiedendo integrazioni o modifiche, come successo a cavallo fra il 2020 e il 2021 con il programma HLS. Una volta completata questa fase, a primavera 2022 verranno assegnati i contratti veri e propri ad “una o più aziende“. Questa volta la NASA deve aver imparato la lezione, specificando subito che il contratto potrebbe essere assegnato a una sola azienda. La causa avanzata da Blue Origin per la scelta del lander lunare si basava proprio sul fatto che fosse stata scelta una sola azienda (SpaceX).

Doug Hurley & Bob Behnken
I due astronauti Doug Hurley & Bob Behnken poco prima della missione Demo-2 con le tute SpaceX per i passeggeri della Dragon. Queste tute non sono disegnate per uscire nello spazio e non possono essere usate sulla Luna.

Le nuove tute

In questa nuova richiesta della NASA è stato specificato che l’azienda appaltatrice dovrà occuparsi praticamente di tutto. I servizi da fornire includono la fornitura completa di tute spaziali (sistema di supporto vitale, indumenti a pressione, informatica e avionica). Tutti gli strumenti e le attrezzature correlati alle tute. Tutte le interfacce per collegare le tute ai veicoli (Orion, Starship, Lunar Gateway e ISS). L’hardware di supporto al volo e di supporto a Terra per tutte le operazioni ma anche per la formazione degli astronauti che le indosseranno.

Il partner che sarà scelto è inoltre tenuto a fornire i sistemi e i servizi delle tute già in grado di soddisfare le esigenze tecniche, di affidabilità e disponibilità della NASA. Inoltre, dovrà essere garantito il supporto dell’azienda nel gestire le varie attività extraveicolari. Le richieste sono sicuramente molte, e il rischio è che poche aziende abbiano la tecnologia necessaria per competere a un programma di questo tipo. Quando si parla di volo umano inoltre, le cose si complicano sempre di molto, ed è anche per questo che la NASA non bloccherà lo sviluppo delle sue tute. C’è però un’azienda che ha già esperienza nel trasporto di esseri umani nello spazio. Che quasi sicuramente stava già lavorando allo sviluppo di tute spaziali, anche se con prospettive molto più a lungo termine. La probabilità che anche questo contratto sarà affidato a SpaceX è quindi alta.

La request for proposal (RFP) della NASA può essere letta qui. 

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Tags: LunaNasaTute spaziali

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