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Occhi al cielo, arrivano le Perseidi: tutto ciò che c’è da sapere per osservarle

Quelle che abbiamo sempre chiamato stelle cadenti, sono in realtà polveri e detriti dello spazio che bruciano a seguito dell’impatto con l’atmosfera terrestre. Lo sciame delle Perseidi popola il cielo di agosto e sarà maggiormente visibile tra l’11 e il 13 del mese.

Chiara De Piccoli di Chiara De Piccoli
Agosto 11, 2021
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
In foto, una meteora Perseidi immortalata mentre solca il cielo in West Virginia nell'agosto del 2016. Credits: NASA/Bill Ingalls

In foto, una meteora Perseidi immortalata mentre solca il cielo in West Virginia nell'agosto del 2016. Credits: NASA/Bill Ingalls

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E’ possibile osservare le stelle cadenti durante tutto l’anno, ma in alcuni periodi la probabilità di un loro avvistamento aumenta. Per capirne il motivo è necessario comprendere cosa sono e come nascono queste scie luminose.

Nonostante il nome tragga in inganno, non si tratta di vere stelle che cadono. Il nome deriva infatti dall’effetto ottico che si osserva nel momento dell’avvistamento: alcuni puntini luminosi del nostro cielo, fra quelli che comunemente chiamati stelle, sembrano staccarsi dalla volta celeste e cadere, bruciando. Le scie in effetti sono il risultato di un incendio, ma si tratta di granelli di sabbia e minuscole polveri che popolano l’orbita di rivoluzione della Terra. Questi corpi piccolissimi, chiamati meteoroidi, sono rilasciati da comete in visita al Sistema Solare e sono rimasti lì, in orbita nel punto in cui si sono separati dal corpo celeste. Una volta che colpiscono l’atmosfera a velocità elevatissime (si parla di milioni di km/h), bruciano, diventando così meteore.

109P/Swift-Tuttle: l’origine delle Perseidi

Le stelle cadenti di agosto, indissolubilmente legate alla Notte di San Lorenzo, sono conosciute anche col nome di Perseidi. E’ infatti possibile osservarle principalmente nella costellazione di Perseo. La cometa che ha rilasciato i meteoroidi che daranno luogo allo spettacolo celeste di questi giorni si chiama 109P/Swift-Tuttle. Scoperta nel 1862 dagli osservatori che le hanno anche dato il nome, ha un’orbita ellittica con periodo di 133,28 anni. L’ultimo passaggio in prossimità del Sole è avvenuto nel 1992. Tornerà a visitare la nostra stella nel 2126, rilasciando nuovi detriti che andranno a solcare il cielo stellato dei futuri mesi di agosto.

Un ritratto della cometa 109P/Swift-Tuttle durante il suo passaggio in prossimità del Sole nel 1992. Credits: Herman Mikuz (Crni Vrh Observatory, Slovenia)

Lo sciame meteorico delle Perseidi sarà maggiormente visibile tra l’11 e il 13 agosto. Le prime ore della mattina, tra le 3:00 e le 4:00, sono le migliori per l’avvistamento. L’orario però non è l’unica cosa da considerare per godersi dello spettacolo.

Come osservare le stelle cadenti

L’aspetto fondamentale per una buona osservazione del cielo è avere poco inquinamento luminoso. Per godersi al meglio lo spettacolo delle Perseidi è quindi consigliato scegliere luoghi poco illuminati e situati a quote maggiori rispetto la città. Per osservare le stelle cadenti non è necessaria alcun tipo di strumentazione, è invece utile avere conoscenze base della volta celeste per poter individuare con più facilità lo sciame meteorico. In alternativa si possono utilizzare comode applicazioni tra cui Stellarium e Star Chart.

Il radiante delle Perseidi, le stelle cadenti di agosto. La costellazione di Perseo è ben visibile dalle 24.00 a Nord-Est, proprio sotto Cassiopea.

Il radiante delle Perseidi, ovvero la regione di cielo da cui hanno origine le scie luminose, è situato tra le costellazioni Cassiopea e Perseo. Sebbene le Perseidi siano meteoriti di ridotte dimensioni può capitare che qualche bolide derivante da questo sciame illumini il cielo, per segnalarne gli avvistamenti si può fare riferimento al sito prisma.inaf.it.

Non sono così innocue…

Nonostante le loro piccole dimensioni, questi oggetti cadenti rappresentano pericolo per astronauti e veicoli spaziali. Gli sciami meteorici rientrano infatti nella tipologia di perturbazioni spaziali studiate dalla meteorologia dello spazio. E’ fondamentale infatti mantenere monitorate le previsioni sulla densità degli sciami per prevenire spiacevoli inconvenienti. Tra i rischi da evitare ci sono il danneggiamento o la lesione di veicoli spaziali e astronauti durante le uscite extra veicolari. Ma anche problematiche nelle comunicazioni radio, che possono portare addirittura al posticipo del lancio di una missione in cui le comunicazioni risultano fondamentale per il successo della partenza.

Nel 1993, ad esempio, il satellite per le telecomunicazioni civili Olympus-1 dell’ESA è stata colpito da una Perseidi. L’impatto danneggiò il veicolo a tal punto da costringere l’agenzia a metterlo fuori servizio.

Gli sciami dell’anno

In assenza di un cielo limpido e un posto poco illuminato non c’è bisogno di disperare. Sciami simili a quello di agosto avvengono durante tutto l’anno. Diverse comete infatti hanno costellato l’orbita di rivoluzione terrestre di detriti pronti ad incendiarsi nell’atmosfera della Terra. Tra questi i più famosi sono:

  • Le Leonidi,  visibili nel cielo di metà Novembre;
  • Le Geminidi, attive dal 3 al 19 Dicembre;
  • Le Quadrantidi, che solcano il cielo nel mese di Gennaio.

Insomma, che sia estate o inverno, il cielo ha sempre uno spettacolo da regalarci. Ciò di cui abbiamo bisogno è soltanto un po’ di buio e tanto stupore. Buona osservazione!

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Tags: astronomiaCometaOsservazioniPerseidiSciami meteoriciStelle cadenti

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